La vera intelligenza mette al centro l’uomo

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Annunciata si può dire fin dai primi inizi del pontificato, abbiamo fra le mani da pochi giorni la prima enciclica di Leone XIV. “Magnifica Humanitas” – la magnifica umanità creata da Dio – si trova infatti di fronte ad una scelta decisiva: “innalzare una nuova torre di Babele o edificare la città dove Dio e l’umanità abitano insieme”.

Quello del pontefice è un testo ampio e molto denso, che sarebbe ingiusto sintetizzare come “l’enciclica sull’Intelligenza artificiale”, per quanto essa abbia un ruolo di primo piano nella riflessione. “Dobbiamo chiedere a Dio – scrive Leone – la saggezza per interpretare le grandi tendenze del nostro tempo, in particolare i progressi della tecnica”. La questione decisiva del nostro tempo, però, non è anzitutto lo scenario digitale, ma l’uomo, la dignità della persona e il bene comune.

L’aggettivo “magnifica” non rimanda a ChatGpt ma alla bellezza dell’umano, alla sua irriducibilità. L’uomo è creatura, non prodotto. Vale per ciò che è, non per ciò che produce. In un’epoca in cui si parla di transumanesimo e di potenziamento artificiale dell’uomo, il Papa ricorda che la grandezza della persona non dipende dall’efficienza tecnica, ma dalla capacità di relazione, di libertà, di amore e di responsabilità. Dal suo essere creata e sostenuta dall’amore di Dio: “La verità che non dobbiamo perdere è quella su Dio e sull’essere umano, così come Cristo ce li ha rivelati”.

Per questo l’enciclica appare, fin dal titolo, come un manifesto culturale e spirituale insieme. Leone XIV non invita a fermare il progresso, ma a custodire ciò che rende l’uomo davvero umano. In mezzo agli entusiasmi e alle paure legate all’intelligenza artificiale, l’enciclica rilancia una convinzione antica e sempre nuova: proprio perché “mai l’umanità ha avuto tanto potere su se stessa”, il futuro sarà autenticamente umano solo se saprà riconoscere la dignità inviolabile di ogni persona. Le macchine devono essere programmate su questo criterio, perché il loro software non è neutrale: assume il volto di chi lo progetta, lo finanzia e lo utilizza.

Il Papa riconosce le opportunità offerte dall’IA, ma mette in guardia contro il rischio che essa venga usata come strumento di dominio economico, culturale e persino militare. Prima di concentrarsi sulle pagine dedicate agli incredibili sviluppi a cui assistiamo, vale dunque la pena soffermarsi sulla “magnifica humanitas” che ne è l’autrice e il fine, per non smarrire la bussola in un passaggio epocale così drammatico e affascinante.