Sogliano al Rubicone. La mia Romagna, il codice d’amore di Gianmarco Casadei

Arriva nei punti vendita del territorio il libro dello chef romagnolo dell'osteria Tèra

In foto Gianmarco Casadei con la mamma Dolores, musa ispiratrice della sua cucina, e il babbo Giovanni

Il libro La mia Romagna dello chef Gianmarco Casadei sta arrivando in questi giorni nei punti vendita del territorio: tra questi l’enoteca Burioli di Gambettola, Edicolè a Savignano, l’osteria Tèra a Sogliano al Rubicone, la Cantina Enio Ottaviani a San Clemente di Rimini

Nel libro piatti che evocano un mondo

Le polpette con i piselli, la trippa, il piccione, i cardi con la salsiccia e il fegatino di maiale cotto nella rete. Naturalmente le tagliatelle al ragù e i cappelletti, e poi la piadina e, manco dirlo, la zuppa inglese.

Sono piatti che evocano un mondo, quelli che (insieme a pochi altri) Gianmarco Casadei, chef dell’osteria Tèra di Sogliano al Rubicone, ha inserito nel suo libro La mia Romagna uscito già da qualche mese per Maretti editore, con la direzione editoriale di Manfredi Nicolò Maretti, la fotografia Lido Vannucchi e testi di Sara Favilla oltre che una postfazione di Veronica Frison, blogger di “Cucinopertescemo”.

In arrivo nei punti vendita del territorio

Il volume sta arrivando in questi giorni nei punti vendita del territorio (tra questi l’enoteca Burioli di Gambettola, Edicolè a Savignano, l’osteria Tèra, la Cantina Enio Ottaviani a San Clemente di Rimini) ma non si tratta del classico libro di ricette.

Il 38enne cuoco (una compagna e tre figli, residente a Sala di Cesenatico), approdato dal novembre 2021 all’osteria arrampicata sulla collina, dopo i 17 tornanti della via della Cioca, ben nota ai numerosi ciclisti che la sfidano partendo dalla fondovalle Rubicone, affida a quelle 141 pagine fresche di stampa un discorso che parte da lontano.

Pietanze per gli occhi

La Romagna, la famiglia, gli amici che producono le buone cose che finiscono poi sulla cucina del cuoco, come quelli del formaggio di fossa (i Brandinelli, i Venturi, le Antiche fosse, La Casa del Formaggio, i Pellegrini, i Brancaleoni) e quelli che fanno la carne (Lucio Zavatta, Domenico Celli…). Oppure quelli giovani che lavorano la terra, come i fratelli Brighi a Uffogliano, i ragazzi di Cau e Spada che hanno un allevamento di pecore nel Montefeltro, a Sassocorvaro,  o la romagnola Lia Conti fondatrice con Federico Arenzano, di Olivia, azienda agricola che dal 2021 sorge sulle colline di Onferno, nel Riminese. Sarà per questo, per la generazione cui appartiene lo chef, che nel libro si parla anche di Instagram e dei piatti che devono prima piacere agli occhi.

Hai mangiato?

Un racconto personale, un “giovane vecchio” che vuol tener stretta la memoria di un mondo, alternato a cenni di storia sulla cucina e la tradizione romagnola, sulla cucina regionale e tanto altro.  

A far da sfondo, l’osteria Tèra, trattoria contemporanea “un luogo dove si mangia come a casa – spiega Casadei -: da nonna, da mamma, da una signora che cucina per tutta la famiglia. Ma con tecniche e cultura attuali, che migliorano il gusto e le preparazioni, frutto dei miei studi, delle mie esperienze e della tecnologia che oggi ci aiuta enormemente. Un mangiare di casa in chiave moderna, con la mano di un professionista che amplifica l’emozione fino a renderla cerebrale. Questo libro è dedicato ai miei genitori, che con la più pura espressione d’amore, frase che mi piace ripetere ogni giorno ai miei clienti, mi dicono sempre: “Hai mangiato?”.