Torna il “Pranzo senza confini” dell’associazione “Il Pellicano”

In via Mami, a Cesena, la proposta multiculturale delle suore francescane della Sacra Famiglia, dopo sei anni di attesa

Da sinistra: suor Chiara Fabbri, suor Daniela Scarpellini, suor Alessandra Fabbri, Enrico Venturi (Pastorale giovanile diocesana)

Dopo un’attesa di sei anni, torna a Cesena il “Pranzo senza confini”, la festa dell’associazione “Il Pellicano aps”, domenica prossima presso la sede di via Mami 403.

Non si teneva dal 2019

“Sarà la decima edizione”, ha illustrato oggi alla stampa suor Daniela Scarpellini, presidente dell’associazione nata nel 2005 per iniziativa delle suore francescane della Sacra Famiglia. “L’ultima – ha proseguito – si è svolta nel 2019 con la partecipazione di circa 600 persone. Poi la pandemia e il cantiere edile in via Mami hanno fermato tutto. Quest’anno vogliamo ritornare a proporre questa occasione di incontro fra le famiglie, i soci e gli educatori del “Cantiere 411″, la nostra principale realtà educativa”.

Occasione di incontro e di pace

Un nome che è un programma. “Con il “Pranzo senza confini” – ha proseguito suor Daniela – vogliamo abbattere le barriere che spesso alziamo e creare un’occasione di incontro. Ci saranno 13 famiglie da diverse parti del mondo che proporranno i piatti tipici del loro Paese d’origine, per condividere la ricchezza della loro cultura e far scoprire agli altri le proprie peculiarità. Il pranzo, in fondo, è un pretesto. Mai come quest’anno abbiamo bisogno di incontro e di pace“.

Piatti e abiti tipici da 16 Paesi

L’appuntamento si terrà domenica 19 aprile, dalle 12,30 in via Mami 403. “Avremo – ha aggiunto suor Alessandra Fabbri, responsabile del “Cantiere 411” – 28 postazioni con cibi diversi, dai primi ai dolci, provenienti da 16 Nazioni. Saranno preparati dalle famiglie i cui figli frequentano o hanno frequentato i nostri spazi: dall’Africa, al Sud America, all’Europa, ciascuno con i propri abiti tipici. Dopo il pranzo, seguirà un pomeriggio di festa, fino alle 18, con giochi, canti, danze popolari, la “Biblioteca vivente” e la band inclusiva “Gli altri” di Enaip. La partecipazione è libera. All’ingresso sarà possibile acquistare i ticket per assaggiare le pietanze e fermarsi sotto il tendone allestito dalla Croce Rossa per gustarle in compagnia”.

Il “Cantiere 411” dell’associazione “Il Pellicano” in via Mami, a Cesena (foto: Mv)

Un “Cantiere” per sentirsi accolti

“Il Pellicano – ha specificato la presidente suor Daniela Scarpellini – è un’associazione nata nel 2005 per iniziativa delle suore francescane della Sacra Famiglia di Cesena, con l’obiettivo di garantire vicinanza a realtà fragili. Ci sono ragazzi, anche nella nostra città, che, quando escono di casa, non sanno dove andare. A loro, con il “Cantiere 411”, offriamo un luogo sicuro, dove sentirsi accolti, a volte più che in famiglia. Abbiamo anche attivato il centro di aggregazione giovanile “Binario 5”, presso lo spazio “Ciacarè” in zona stazione”. Accanto alla presenza in città, le suore, che si ispirano ai principi educativi e alla spiritualità della fondatrice madre Teresa Lega, sono presenti, sempre accanto ai più giovani, in Colombia e in Mozambico.

Il servizio del “Binario 5”

Al “Cantiere 411” sono 58 i bambini che vengono sostenuti nello svolgimento dei compiti pomeridiani e in attività laboratoriali. Altri 88 ragazzi sono seguiti durante i periodi di sospensione scolastica dal “Binario 5”. Ci sono poi alcune convenzioni attive con le scuole superiori sulle competenze relazionali e la prevenzione. “Il “Binario 5” – è intervenuta suor Chiara Fabbri, referente del servizio – ha una presenza fissa mattutina allo spazio “Ciacarè” in corso Cavour, per accogliere i ragazzi prima dell’ingresso in aula, una ventina ogni giorno. Nello stesso luogo, accogliamo anche gli studenti sospesi da scuola. Qui ci accorgiamo che, dietro il loro apparente atteggiamento forte, si nascondono tante fragilità. Desideriamo metterci accanto, non vogliamo che si sentano in punizione”.

Il cerca di una postazione più stabile

“Il Pellicano” non desidera fermarsi. “Le idee sono tante – ha anticipato suor Chiara -. Fra queste, stiamo cercando di avere una postazione più stabile per il “Binario 5”. Grazie alla collaborazione con la Diocesi, stiamo ragionando sulla riqualificazione dei locali della parrocchia di Madonna delle Rose, al fine di realizzare un centro di aggregazione, accoglienza e condivisione per i giovani della nostra città, sempre in zona stazione. Un luogo aperto, dove possono trovare ascolto e accompagnamento”.