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Una pagina dedicata a Lorenzo Minotti, sulla Gazzetta dello Sport
Nella rubrica "album dei ricordi". Foto di famiglia e il percorso di una carriera di prestigio, sempre vissuta con la massima serietà, fino alla televisione, dai trionfi con il Parma ai commenti per Sky
Nell’ampio servizio campeggia un’immagine con Maradona
Una carriera piena di successi
“Tanzi disse no all’Inter e mi fece comprare casa. La maglia di Maradona prima dell’addio”. Così è titolata la pagina che la Gazzetta dello Sport ha dedicato due giorni fa, giovedì 19 marzo, al campione di calcio cesenate Lorenzo Minotti. Una carriera, la sua, costellata di successi con una squadra di provincia, il Parma allenato da Nevio Scala.
La maglia di Maradona e l’incontro con Giovanni Paolo II
Nel sommario vengono riportate alcune parole pronunciate da Minotti: “La fede è stata fondamentale per non perdere equilibrio. L’incontro più emozionante è stato quello con papa Wojtyla”. Nella lunga intervista Minotti racconta della maglia ricevuta da Maradona, nel giorno dei suoi ultimi gol con il Napoli, al San Paolo. I partenopei vinsero 4-2 e l’argentino segnò due gol su rigore. Uno fu realizzato da Minotti su punizione. Maradona lo aspettò davanti agli spogliatoi per la consegna della sua casacca, come gli aveva promesso nella gara di andata.
Da giocatore trovava sempre il tempo per andare a Messa
Minotti parla anche del suo nuovo ruolo da commentatore televisivo, per Sky. Dall’alto, dice, si vede un calcio diverso. Fisicità estrema e una velocità che mette in difficoltà la tecnica. Le ultime due domande riguardano la famiglia e la fede. Della seconda confessa che “è stata fondamentale per non perdere equilibrio e dare il giusto peso a ciò che la vita ci propone, nel bene e nel male. Da giocatore trovavo sempre il modo per andare a Messa”. Ricorda il bisogno di “restituire ciò che la vita mi aveva dato”.
Ritratto di famiglia. Con Debora, l’incastro perfetto
Debora è stata l’unica donna nella vita di Lorenzo Minotti. “Ci siamo conosciuti quando io avevo 15 e lei 14. I ragazzini uscivano la domenica pomeriggio, ma io facevo il raccattapalle alle partite del Cesena. Le disse: vengo solo se nevica e rinviano. Nevicò. E non ci siamo più lasciati. Ci siamo sposati nel 1989, poi sono nati Alex, che ha 35 anni, e Andrea, 27. Sono due bravissimi ingegneri gestionali. Tra me e Debora c’è sempre stato amore, rispetto, complicità. Siamo l’incastro perfetto”.