Cesena
Nuova Pinacoteca, “forse nel 2028”
Il professor Angelo Mazza ospite del Rotary Club Cesena: "Un museo che dialoga con la città"
Conferenza al Rotary Club Cesena in merito a ciò che sta crescendo dietro ai pannelli che mascherano i lavori al palazzo Oir che ospiterà la nuova pinacoteca della città di Cesena.
Progetto da 4,4 milioni di euro
Proprio qui, in faccia alla piazza della Libertà, dove sorgeva in passato il quattrocentesco ospedale del Crocefisso, sta nascendo un importante polo culturale. Stimolato dall’introduzione della presidente Rotary dell’annata in corso, Ombretta Sternini, il professor Angelo Mazza, storico dell’arte e già direttore della Galleria nazionale di Modena, a cui è stata affidata la progettazione, ha tracciato le linee portanti del grande progetto museale. Un impegno da 4,4 milioni di euro che tenta, questa volta in maniera importante e presumibilmente definitiva, di dare sistemazione al patrimonio artistico di Cesena.
Sistemazione al San Biagio
C’erano stati già in passato tentativi in questa direzione, tant’è che ne è testimonianza la sistemazione attuale presso il San Biagio. Un “capitale di arte e meraviglia”, come ha evidenziato il professor Angelo Mazza, che ha origini dal patrimonio delle chiese, dalle donazioni di privati cittadini, dalla collezione, arricchita nel corso degli anni (grazie soprattutto a Davide Trevisani e Biagio Dradi Maraldi), della Cassa di risparmio di Cesena, oggi Credit Agricole. Ed è tutto quello che confluirà, ben distinto, pur in un progetto armonioso, nella nuova pinacoteca. Resterà nella sua sede quel grande patrimonio ispirato dalla fede che è ancora custodito nella chiesa di San Domenico e quello della Basilica del Monte.
Arte cesenate di valore
“Sarà una pinacoteca in grado di competere con quelle di Ravenna e di Rimini e avrà in esposizione le espressioni più fulgide della storia artistica di Cesena”, ha detto il professore, evidenziando che “Cesena non è stata scuola di artisti ma nella metà del ‘600 si è distinto un laboratorio con un’impronta figurativa riconoscibile”. Ci sarà anche una sezione in cui si ricostruiscono i rapporti con alcuni capolavori che la città ha perso a seguito di spoliazioni varie, come la Pala di Sant’Agostino di Girolamo Genga oggi a Brera. “Una restituzione quantomeno visiva” ha evidenziato Angelo Mazza. In totale si tratterà di 140 opere di notevole valore, “con autori che non si trovano in altre pinacoteche, il che costituirà motivo di attrazione”.
Inaugurazione non vicina
Ma lo spazio non è ampio e oltre all’allestimento, pensato in modo da valorizzare ogni opera, ci si è dovuti piegare ad esigenze tecniche. “Si è fatta molta fatica – ha evidenziato il professor Mazza – a conciliare le necessità della sistemazione con gli architetti, peraltro bravissimi e disponibili, con quelle dello storico dell’arte e dei vincoli del palazzo. L’abbiamo fatto e disfatto tante volte, perché vogliamo che sia un museo che possa dialogare con la città”. E non sarà ingessato nella forma iniziale, è prevista un’apposita sezione per ospitare, alternare opere, metterne in circolo delle nuove. E l’inaugurazione? “Si diceva il 2027, sarei già molto contento se sarà il 2028” è la chiosa del professore.