Rubicone
Giacomo Casanova, il successo del prototipo monoruota alla fiera Motor Bike Expo di Verona
Il progetto dello studente dell'Istituto tecnico tecnologico Marie Curie di Savignano sul Rubicone
Non è passato inosservato alla fiera Motor Bike Expo di Verona il prototipo Monoruota ideato e costruito da Giacomo Casanova, studente dell’Istituto tecnico tecnologico Marie Curie di Savignano sul Rubicone.
Il prototipo Monoruota
Da venerdì 23 gennaio, alla fiera, il mezzo è rimasto in esposizione presso lo stand “Special senza marce” e ha partecipato al contest “Special moped scooter international contest”, che si è concluso domenica 25 gennaio.
Caratteristiche del mezzo
L’idea di Giacomo era nata qualche anno fa guardando vari video su Youtube e TikTok, relativi a moto americane acrobatiche. Da lì è iniziata la costruzione del telaio composto da una serie di tubi a sezione quadrata saldati in maniera precisa, su cui è alloggiato un blocco motore Piaggio proveniente da uno scooter. Il Monoruota poggia a terra mediante l’utilizzo di un battistrada ricavato tagliando un copertone smontato da un SUV e riadattato alle dimensioni del mezzo. L’idea è stata esposta al professore Cristiano Casadei che da subito ha contribuito alla diffusione della novità, grazie all’appoggio ricevuto dall’Istituto Marie Curie.
Il successo alla fiera MBE di Verona
Sembra che la moto abbia suscitato notevole interesse riscuotendo successo tra gli spettatori della manifestazione. La principale curiosità riguarda l’età dello studente che ha sviluppato l’idea a 15 anni, e in soli 10 mesi. Dedicando al progetto interi pomeriggi, Giacomo ha raggiunto un risultato sorprendente, suscitando un certo stupore anche tra i professori a scuola.
Le parole di Giacomo Casanova
“Sono molto appassionato alle attività pratiche – ha detto Giacomo, figlio e nipote di meccanici -. Il supporto che ho ricevuto sia a scuola sia dal motoclub “Valle del Rubicone Corse” sono stati determinanti per arrivare ad esporre il mezzo al Motor Bike Expo, una fiera di rilievo internazionale. Sono molto felice”.
“Il progetto ha introdotto il concetto di Reverse engineering”
Il professore Casadei, in merito al progetto, ha spiegato che “sarà oggetto di studio nei prossimi anni per ottimizzarne la progettazione ed essere in grado di realizzare sia uno studio progettuale che una scheda prodotto. Questi progetti stimolano la creatività e introducono il concetto di Reverse engineering, analizzando progettazione, processo produttivo e prodotto per ottenere a ritroso tutte le fasi necessarie a simulare un processo di industrializzazione del prodotto”.