Cesenatico
Rimodulazione scuole, nel territorio un accorpamento a Cesenatico
Gozzoli: "Non siamo d'accordo". Il Pd: "Scelta sbagliata, non necessaria e dannosa". Forza Italia: "La Regione doveva adeguarsi prima. Tanto rumore per nulla"
Il dirigente scolastico dell’Emilia-Romagna Bruno De Palma, in qualità di commissario, ha disposto il dimensionamento per le scuole per il prossimo anno scolastico.
In Regione 17 autonomie scolastiche in meno
La decisione è stata resa nota oggi, dopo che il governo aveva commissariato la Regione per non aver adempiuto alla riduzione del numero delle istituzioni scolastiche. Con accordi, fusioni e rimodulazioni vengono meno in tutto 17 autonomie scolastiche. Nel 2026-27 in tutta l’Emilia-Romagna saranno così 515, anziché le attuali 532. I tagli riguardano tutte le province, da Piacenza a Rimini. Nel Cesenate l’unica rimodulazione riguarderà i Circoli didattici I e II delle primarie di Cesenatico, che saranno fusi nel nuovo circolo didattico “Cesenatico”.
Il sindaco di Cesenatico: “Scelta calata dall’alto”
“Non siamo d’accordo con le linee del Governo circa il dimensionamento della rete scolastica che hanno portato al commissariamento della nostra Regione – spiegano in una nota il sindaco di Cesenatico Matteo Gozzoli e l’assessora alla Scuola Emanuela Pedulli -. L’Emilia-Romagna ha già parametri medi più efficienti rispetto alla norma nazionale: sono infatti 994 gli studenti in media per ogni autonomia mentre lo Stato ha fissato un tetto a 938. Nonostante questo, abbiamo preso atto del commissariamento e delle scelte che vedranno la riduzione di 17 autonomie a livello regionale e una di queste ricade a Cesenatico. Avremmo preferito un percorso più calato sul territorio con la possibilità di attivare una maggior condivisione delle scelte da effettuare sia col mondo della scuola sia con la cittadinanza ma il commissariamento imposto dal Governo ha ridotto le tempistiche in modo decisivo. Nonostante queste premesse, eravamo consapevoli dei numeri che la norma nazionale imponeva da almeno due anni e non ci siamo fatti trovare impreparati ma abbiamo lavorato in questo biennio insieme all’ufficio scuola, al Provveditorato, alla Provincia e insieme alle dirigenze scolastiche al fine di ipotizzare una soluzione che non alterasse la qualità dei servizi scolastici offerti nel nostro territorio comunale”.
Plessi e servizi non cambiano
Nello specifico, proseguono sindaco e assessora, “la riduzione ricadrà sui Circoli didattici oggi divisi in I e II Circolo, che saranno fusi in un unico Circolo sotto un unico dirigente scolastico. Resteranno invece inalterati le organizzazioni delle Scuole superiori di primo grado (scuole medie) e di secondo grado. Attualmente il nostro Circolo didattico I conta 692 studenti; il Circolo didattico II conta 678 studenti; le scuole medie Arfelli contano 644 studenti; l’istituto superiore Da Vinci 1.208 studenti. Di fronte ai numeri, sicuramente più bassi rispetto all’asticella nazionale, la soluzione più naturale era l’accorpamento dei due Circoli didattici per analogia di funzioni e organizzazione. Per le famiglie e per gli studenti ma anche per il mondo della scuola non ci saranno cambiamenti o riduzioni di plessi che resteranno gli stessi degli anni precedenti. Lo stesso varrà per i servizi scolastici o il trasporto scolastico che rimarranno gli stessi”.
Sul tema, si infuoca il già caldo dibattito politico. Per accende Valentina Ancarani, consigliera regionale del Partito democratico, “l’ordinanza del Commissario sul dimensionamento scolastico conferma quanto denunciato fin dall’inizio: una scelta sbagliata, non necessaria e dannosa“. Per la dem “ancora una volta vengono colpite le realtà più fragili: la montagna e le periferie urbane, territori che avrebbero bisogno di tutela e rafforzamento, non di essere sacrificati a meri automatismi numerici”. Le fa eco il compagno di gruppo Daniele Valbonesi che parla di “una politica che pensa di dover decidere dall’alto, basandosi solo su criteri numerici e senza scendere al confronto con gli amministratori, i presidi e i lavoratori della scuola per capire i singoli contesti dei territori”.
Di tutt’altro avviso il centrodestra. “Tanto rumore per nulla – commenta la consigliera regionale di Forza Italia Valentina Castaldini -. Il dimensionamento scolastico deciso dal commissario non è uno “scempio” né un attacco alla scuola emiliano-romagnola: è l’applicazione di criteri di buonsenso e di una riforma che la Regione avrebbe dovuto attuare da anni, senza strumentalizzazioni politiche”. Per Castaldini “il commissario ha lavorato con ragionevolezza tutelando le aree montane e interne, salvaguardando il modello degli istituti comprensivi, mantenendo i Cpia in ogni provincia e intervenendo solo in via residuale sulle scuole superiori. Esattamente ciò che la Regione avrebbe potuto e dovuto fare, se non avesse scelto la strada dello scontro ideologico con il Governo. Parliamo di una riforma del Pnrr avviata nel 2022, che non riguarda studenti, classi o qualità dell’offerta formativa, ma esclusivamente il numero delle autonomie e dei dirigenti scolastici. Una riduzione inferiore all’uno per cento, peraltro ampiamente compensata dai pensionamenti, senza alcun licenziamento e senza declassamenti. Per la consigliera di Forza Italia “la Regione Emilia-Romagna ha scelto consapevolmente di non rispettare una legge dello Stato e una sentenza della Corte costituzionale, rinviando ogni decisione per alimentare la polemica politica. Il commissariamento è stato la conseguenza inevitabile di questa irresponsabilità. Oggi scopriamo che, tolta la propaganda, restano scelte tecniche equilibrate. La politica avrebbe dovuto assumersi prima questa responsabilità, invece di scaricarla su altri”.