Il generale Nistri al Rotary: “L’istituzione non si identifica mai con la persona. Ne fai parte anche stando da parte”

Interclub ieri sera alle "Antiche macine" di Montalbano organizzato dal sodalizio Valle del Rubicone, con quelli di Cesena e Cesenatico mare

Nella foto, da sinistra: Klodian Matija, Giovanni Nistri, Andrea Prati, Filippo Cicognani, Ombretta Sternini, ieri sera a Montabano di Santarcangelo di Romagna per l'incontro con l'ex comandante dell'arma dei Carabinieri che ha presentato il suo libro "Ho servito lo Stato" e poi ha dialogato con i giornalisti e i 90 presenti
Nella foto, da sinistra: Klodian Matija, Giovanni Nistri, Andrea Prati, Filippo Cicognani, Ombretta Sternini, ieri sera a Montabano di Santarcangelo di Romagna per l'incontro con l'ex comandante dell'arma dei Carabinieri che ha presentato il suo libro "Ho servito lo Stato" e poi ha dialogato con i giornalisti e i 90 presenti

Sulla paventata presenza dell’Ice alle prossime Olimpiadi di Milano-Cortina taglia corto: “In Italia c’è sempre stata l’Fbi, con compiti di intelligence. Questi agenti non vanno in strada, collaborano con le nostre forze di polizia”

Interclub Rotary promosso da Valle del Rubicone con Cesena e Cesenatico mare

ll comandante generale dell’Arma dei Carabinieri nel periodo 2018-2021, Giovanni Nistri ieri sera è stato ospite di un interclub tenutosi alle “Antiche Macine” a Montalbano (Santarcangelo di Romagna). La serata, che ha visto la partecipazione di oltre 90 persone, è stata promossa dal sodalizio Valle del Rubicone guidato dal presidente Andrea Prati. Presenti anche numerosi soci dei Rotary Cesena e di quello Cesenatico mare con i rispettivi presidenti Ombretta Sternini e Klodian Matija. Tra i numerosi ospiti anche l’assistente del governatore del Distretto Roraty 2072, Filippo Cicognani, e il comandante provinciale dei Carabinieri, il colonnello Gianluigi Di Pilato.

Un volume che va comprato…

In pensione dal 16 gennaio 2021, Nistri ha presentato il suo libro “Ho servito lo Stato. Una vita nell’Arma”, un volume che va comprato, dice il comandante, anche perché i diritti dell’autore vengono devoluti in gran parte all’Opera nazionale assistenza orfani militari dell’arma dei Carabinieri e in altra misura all’associazione odv “Fuori dal nido” di Urbino.

Una biografia atipica

“L’ho scritto per mia nipote che ha sei anni ed è nata nel mio stesso giorno (il 14 febbraio, ndr) – assicura Nistri – per dirle quello che sono stato. In questo volume il lettore trova la visione di un’organizzazione vista con gli occhi di uno che ci ha vissuto”. Comunque, aggiunge il generale, “si tratta di una biografia atipica”.

I valori da trasmettere. I generali passano, l’Arma rimane

Servizio, responsabilità, costanza, rigore, umanità, patria: questi sono i valori che Nistri pensa di poter trasmettere con il libro pubblicato nell’ottobre scorso. “La scelta che ho fatto – prosegue il comandante rispondendo alle domande dei diversi giornalisti in sala – è stata quella di partire dalla fine della mia carriera, anche perché ( ci scherza sopra, ndr) è l’unica che ricordo bene”. Poi aggiunge: “I generali passano, ma non passa l’Arma”. Questo principio “è il punto fondamentale per ogni istituzione: preesiste e succederà. Occorre avere consapevolezza di quello che si è. Il passaggio di consegne non è la fine del mondo. È un passaggio della vita, un modo per dare un senso a quello che si è fatto. Chi viene dopo coniugherà la stessa istituzione secondo nuovi intendimenti”.

Giovanni Nistri è stato comandante generale dell’Arma dei Carabinieri dal 2018 al 2021

Comandare significa scegliere e assumersi le responsabilità

Non è deve essere semplice per nessuno mollare il timone del comando, specie per uno che è stato a capo dell’Arma. Eppure, prosegue Nistri, “se si è stati bravi, occorre avere la capacità di togliersi perché si fa parte di qualcosa che continua. Ne fai parte stando da parte. Comandare significa scegliere, e scegliere significa rinunciare. Il comandante si assume la responsabilità di tutto quello che fa, e anche di quello che fanno quanti collaborano con lui”.

Il Paese e il sud sanno lavorare

Sul lavoro realizzato a Pompei, il generale assicura che in quel caso l’Italia rischiava una brutta figura e Pompei di essere declassata da patrimonio Unesco. Invece, dice, “si dimostrò che il nostro Paese e il sud sanno lavorare”. Quando lui arrivò nel 2014 come direttore generale del “Grande Progetto Pompei” presso gli scavi archeologici erano stati stanziati 105 milioni di euro e ne erano stati spesi 700 mila. Alla fine ne furono investiti anche di più, grazie a nuovi progetti di intervento. “Se la nave deve andare – commenta il generale – tutti devono remare nella medesima direzione”.

Ricordi belli e quelli brutti. Le stragi di Buonvicino e Cisterna di Latina

Tra i ricordi più belli, Nistri fa memoria del sequestro di un pullman con 51 ragazzi, in un momento in cui l’Arma era sotto tiro. Furono tutti salvati per l’intervento dei Carabinieri che seppero dare gli ordini giusti. Tra quelli più brutti, dice Nistri, quando muore in servizio uno dell’Arma, “dieci nel mio periodo al comando generale”. Poi ricorda la strage di Buonvicino, in Calabria nel 1996, quando un carabinieri fece strage in famiglia, e a Cisterna di Latina, quando nel 2018 un altro carabiniere uccise le figlie e poi si tolse la vita. “Come volete che ci si senta nel vedere quel macello, compiuto da uno che porta la tua stessa divisa? – commenta Nistri -. Poi lo devi spiegare. A Buonvicino, il generale Federici, allora comandante dell’Arma, passeggio per il paese. Il suo messaggio fu: io ci sono, noi ci siamo. A Cisterna io feci lo stesso. Poi ci sono i casi in cui occorre avvisare i familiari dei carabinieri uccisi. “Non è mai facile”, ammette Nistri. “E devi parlare anche all’orazione funebre, sapendo che rappresenti l’Arma”.

Per entrare nell’Arma ci vuole consapevolezza. Per dare giudizi, occorre conoscere i fatti

Perché un ragazzo o una ragazzo decidono di entrare nell’Arma? “Occorre avere consapevolezza di quel che si fa – risponde Nistri – e il ruolo e i comportamenti che derivano da quella scelta. La gente ha delle aspettative verso i carabinieri”. Sull’uccisione avvenuta qualche giorno fa di un giovane in un parco a Milano da parte di un appartenente alle forze dell’ordine, Nistri dice che “per dare un giudizio bisogna conoscere i fatti nella loro interezza. Lei che avrebbe fatto? Esce uno da un cespuglio. Aspetto che mi spari?”. Poi fa un affondo sulla diffusione di informazioni e sui danni che possono arrecare a una persona: “Non ha mai letto scuse da parte di un giornalista. Parlare dietro una scrivania è facile. Bisogna stare sul posto. È un diritto di tutti rimanere in vita”.

Servire lo Stato significa servire la comunità

Servire al di sopra di ogni interesse personale, recita il motto del Rotary. Nistri commenta che gli sembra un principio quasi impossibile. “Servire la Stato significa servire la comunità. In questo siamo insieme, noi e voi. Ben venga che lo società civile collabori. L’intento di tutti è uno solo: che lo spacciatore non faccia danni ai nostri figli e nipoti…”.

L’Ice in Italia? L’Fbi c’è sempre stata, con compiti di intelligence

Sulla paventata presenza degli agenti Usa dell’Ice alle prossime Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, Nistri fa presente che “l’Fbi c’è da sempre in Italia, ma con compiti di intelligence. Questo personale non va in strada. Collabora con le nostre forze di polizia”. Sui rapporti con la comunità in cui i carabinieri vengo inseriti, Nistri dice che “si è parte di quella comunità. È la cittadinanza che ti accoglie. Un carabiniere è sempre un tutore della legge, ma la legge siamo anche tutti noi, la comunità tutta insieme”. Poi c’è il tema di come la divisa e chi la indossa vengono rappresentati. “Certi filmati in tv non sono diseducativi, secondo voi?”, si chiede ad alta voce Nistri.

Le donne fanno parte della nostra istituzione. In media sono migliori dei colleghi maschi

Infine una battuta sulle donne, entrate nell’Arma nel 2000. “Fanno parte stabile della nostra istituzione. Ci sono problemi ulteriori? Non credo, se non quelli connessi al personale, come in altri luoghi di lavoro. Il carabiniere donna è mediamente meglio dei colleghi uomini”. E sul patrimonio culturale da tutelare e preservare, un settore nel quale Nistri è stato impegnato e che ricorda come una delle esperienze più belle. “In questo ambito l’Italia è stato il primo Paese ad avere una sezione ad hoc. D’altronde, uno degli ultimi furti clamorosi di opere d’arte non è avvenuto da noi, ma in Francia”.