L’ultimo saluto a Claudio Borghesi. Il parroco: “Ringraziamo il Signore per avercelo donato”

Don Agostino Galassi ha ricordato la cura e la premura di Claudio come "annunciatore della Parola"

Il parroco don Agostino Galassi incensa la salma di Claudio Borghesi. Chiesa parrocchiale di San Bartolo, lunedì 23 febbraio 2026
Il parroco don Agostino Galassi incensa la salma di Claudio Borghesi. Chiesa parrocchiale di San Bartolo, lunedì 23 febbraio 2026

Nella chiesa parrocchiale di San Bartolo la Messa di esequie

Era il figlio del maestro e compositore Vittorio Borghesi

Con la Messa di esequie di questa mattina nella chiesa di San Bartolo, è stato dato l’ultimo saluto a Claudio Borghesi, figlio del maestro e compositore Vittorio, noto anche come il Paganini della fisarmonica” (cfr pezzo al link qui sotto).

Don Agostino Galassi ha presieduto l’Eucaristia

Tanti i fedeli presenti, tra parenti, amici e conoscenti, nella parrocchia che Claudio frequentava con assiduità, come ha ricordato don Agostino Galassi durante l’omelia. “Devo ringraziare il Signore – ha detto il sacerdote in avvio di omelia – per avercelo donato. Quando ancora ero a Bulgarnò, ma ero già stato nominato parroco qui a San Bartolo, mi chiese di poter continuare il suo servizio di annunciatore della Parola”.

Fedelissimo all’Eucaristia

Un ricordo, quello del prete, che si rifà al rapporto che li legava durante la settimana, in vista delle letture della domenica successiva. “Quanta cura e quanta premura metteva nel preparare le letture. E lo faceva durante la settimana”. Con questi gesti, ha aggiunto il parroco, dimostrava “l’amore verso la comunità che avrebbe accolto quella Parola”. Poi l’assiduità alla frequenza alla Messa: “era fedelissimo all’Eucaristia”, ha detto il sacerdote.

Vivace, non risparmiava osservazioni. Una memoria da donare agli altri

Attento alle necessità della parrocchia, “vivace, non risparmiava osservazioni perché si sentiva parte di una famiglia”. Il parroco ha poi ringraziato il Signore per le persone come Claudio, “anche se sentiamo il distacco terreno”, Infine ha rammentato a tutti di “custodirne la memoria, la sua premura e le sue attenzioni. Siamo chiamati a fare memoria per donarla agli altri”.