Valdifiori volontario alle Paralimpiadi a Cortina d’Ampezzo. Tra sport ed emozioni: “Mi chiedo, come fanno?”

"Al villaggio, sulle piste e al palazzetto un clima di grande festa e rispetto". Da Santa Maria Nuova di Bertinoro, dopo le Olimpiadi prosegue il servizio a Cortina fino a domenica 15 marzo

Giovanni Valdifiori con l'atleta spagnola Audrey Pascual Seco, medaglia d'oro al Super G donne sitting

Proseguono ritmi importanti, al pari passo delle emozioni. Chiuse le settimane delle Olimpiadi Milano-Cortina, per Giovanni Valdifiori prosegue il servizio di volontario alle Paralimpiadi in corso fino a domenica 15 marzo.

Dalle Olimpiadi alle Paralimpiadi

Di Santa Maria Nuova di Bertinoro, quasi 70enne con un passato lavorativo in banca, è stato volontario della prim’ora alle Olimpiadi che ha seguito per tutte le settimane fino al 22 febbraio.

Qualche giorno di pausa, rivisto il villaggio olimpico e aggiornati i vari loghi, dal 6 marzo è a servizio delle Paralimpiadi che coinvolgono 600 atleti per sei sport.

Clima di rispetto e di festa

Grande appassionato di montagna tanto da trascorrere diversi mesi all’anno, insieme alla moglie Serena, nel suo ‘buen ritiro’ nel campeggio di Cortina d’Ampezzo, sta vivendo l’esperienza di volontario nel villaggio olimpico con entusiasmo e soddisfazione. Oggi come ormai diverse settimane fa. “Il mio ‘buongiorno’ tutto romagnolo riecheggia nel villaggio, qui a Cortina, tanto da essere ripetuto dagli stranieri – le sue parole raggiunto al telefono di ritorno da un turno di servizio a bordo pista della gara di super G -. Se gli atleti olimpici sono stati allegri e solari, ora i ragazzi delle paralimpiadi lo sono moltiplicati: si vive in un clima di grande rispetto e di festa, resa ‘frizzante’ dalle gare. Bello notare anche come i ragazzi sono autonomi al 100 per cento: per salire e scendere dai pullmini, si muovono con grande disinvoltura, e l’intervento di noi volontari a supporto dei loro movimenti è richiesto al minimo”.

I volontari si sono susseguiti, con una grande varietà di provenienza e di età. Alcuni non ne mancano una edizione. Tra i volontari delle paralimpiadi, anche alcuni ragazzi disabili ospitati insieme ai loro educatori nella canonica della chiesa di San Giacomo e Filippo, a Cortina. “Il bene e l’emozione sono davvero coinvolgenti – conclude Valdifiori -. Lo sport è capace di entusiasmare e farci sentire una grande famiglia. Che sia a bordo pista, nel palazzetto del curling in carrozzina, nel tifo a bordo pista del super G dove sfrecciano a velocità impressionanti con un braccio solo. E ti chiedi: come fanno?”.

Para curling (foto Giovanni Valdifiori)