Cinque anni fa l’addio a Gabriele Lelli, “padre, scout, tuttofare”

Il ricordo dell'amico Massimo "Pepe" Pieri

Gabriele Lelli

Riceviamo e pubblichiamo un ricordo di Gabriele Lelli, morto cinque anni esatti, a cura del nostro affezionato lettore, e suo amico. Massimo “Pepe” Pieri.

Caro direttore,

sono passati cinque anni dalla morte di Gabriele Lelli da Macerone, padre, scout, tuttofare, con le mani sapeva fare ogni cosa, bancario e amico. Lasciami scrivergli due righe. 

Ciao Gabri, sono passati cinque anni ma sembra una eternità, sì, come la canzone dei Camaleonti. Tu sei lassù ma quaggiù come doveva essere naturale nessuno ha preso il tuo posto. E prendere il tuo posto non è così  facile… Molte cose sono cambiate da quel 25 marzo 2021, quel maledetto giorno. Tu sei stato uno di quei capi scout impossibili da sostituire, la tua sedia amicizia fa quando sei andato via ha lasciato vuoti incolmabili. Sapevi infondere allegria, sempre pronto alle battute, quelle sane però. Ciò che ti ha contraddistinto è stato il tuo essere scout con o senza la tua divisa e quei calzoncini che indossavi senza paura di essere denigrato.

Eri vero, sano di principi e una fede a tuo modo rafforzata dalla vita sempre con i ragazzi. Quanti scout hai cresciuto, fatto diventare uomini e donne! Anche in politica eri sempre un esempio di correttezza. Sapevi dare il tuo parere senza critiche sterili e di parte. Spero che lassù ti abbiano costruito un piccolo laboratorio dove continui a insegnare agli angioletti come si costruisce una maschera di cartapesta in quattro e quattr’otto. Be’ ti lascio ai tuoi lavori. Dì una preghiera per tutti noi e salutami san Giuseppe. 

Ciao immenso Gabri.

Massimo “Pepe” Pieri