“A Filippo”, la poesia di Gilberto Vergoni, dopo la festa del papà

Il senso del tempo, il desiderio di trasmettere ciò che si è imparato e un amore infinito, quello dei nonni per i nipoti. Questo trasmette il testo di Vergoni. La lettura nella bottega del fotografo Urbano Sintoni. Il testo integrale della poesia

Gilberto Vergoni legge la sua poesia sulle pagine del Corriere Cesenate. Con lui l'artista Presepi. Foto Sandra e Urbano - fotografi a Cesena
Gilberto Vergoni legge la sua poesia sulle pagine del Corriere Cesenate. Con lui l'artista Presepi. Foto Sandra e Urbano - fotografi a Cesena

I lettori la trovano a pagina 15, quella dedicata alla cultura, dell’edizione cartacea in edicola da giovedì scorso

Il senso del tempo, il desiderio di trasmettere e un amore infinito

A pochi giorni dalla festa del papà (19 marzo), abbiamo pubblicato a pagina 15 dell’edizione cartacea in edicola da giovedì scorso, una poesia di Gilberto Vergoni. (Per un refuso, nel titolo è scritto Virgoni anziché Vergoni, come correttamente indicato nel corpo dell’articolo. Ce ne scusiamo con l’autore). Il testo, dedicato al nipote, si intitola “A Filippo”, contenuto nel volume “Frammenti d’anima, di senso e spigolature sparse. Poesie e prose”, Guido Miano editore – Milano. Il senso del tempo, il desiderio di trasmettere ciò che si è imparato e un amore infinito, quello dei nonni per i nipoti è il senso che si trova nei versi del neurochirurgo-poeta che la legge nella bottega del fotografo Urbano, diventato in città a Cesena un vero e proprio cenacolo culturale per tanti appassionati di arte e letteratura.

L’incipit della poesia

“Non so se potrò e saprò accompagnarti / e non so se avrò qualcosa da insegnarti. So che vorrei evitarti di cadere / ma non sapresti rialzarti”. Questo è l’inizio della poesia nella quale tantissimi possono ritrovarsi. Una lettura che merita tutta l’attenzione e il tempo richiesti. Un tuffo per l’anima nei rapporti umani tra le generazioni che si succedono. Vergoni sa leggere nel cuore delle persone e riesce a cogliere, con parole asciutte ma vibranti, quello che pulsa nelle vene di chi si ritrova con il capo ingrigito e il tempo che fugge… veloce.

Il testo integrale della poesia

A Filippo

Non so se potrò e saprò accompagnarti

e non so se avrò qualcosa da insegnarti,

.

So che vorrei evitarti di cadere ma non sapresti rialzarti;

vorrei infonderti tutto quello che ho letto

ma non conosceresti l’anima del sacrificio che porta al sapere;

vorrei darti la passione per tutte le passioni che ho conosciuto

ma non sapresti amare.

.

Prendi di me il ricordo attraverso le righe che ho scritto

e dormi pure sul tuo libro ancora bianco.

C’è tempo!

C’è ancora un tempo fatto di

infiniti attimi

per te,

perché tu veda e faccia vivere la luce

di stelle scomparse

e per trovare un senso al puzzle della vita

riuscendo a volare sopra le minute cose,

testimone cosciente e staffetta anche tu

nell’umano spazio scandito dal tempo. 

Gilberto Vergoni