Cesena
Il mistero della Pasqua e il mistero di Dio. La ricerca nella poesia di Gilberto Vergoni “Se Dio”
Una ricerca non solo spirituale, appunto, ma forse ancora prima esistenziale
Un’occasione per stare un po’ in silenzio, in questo Sabato Santo
Ricerca spirituale ed esistenziale
Una sintesi di ricerca spirituale e forse ancor prima esistenziale. Così ha commentato chi ha letto di getto questa poesia dell’amico e poeta cesenate, neurochirurgo in pensione, Gilberto Vergoni, “Se Dio”. La propongo ai lettori nel Sabato Santo, alla viglia della Pasqua di Risurrezione. Un’occasione per stare un po’ in silenzio, per riflettere.
Dove due o tre sono riuniti nel mio nome…
Davanti alla tomba vuota tutti rimaniamo sbalorditi, anche increduli. Poi Gesù stesso ci dà conforto: “Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro”. Il nostro è un Dio sperimentabile, incontrabile, nella compagnia della Chiesa, che a volte può apparire anche strana e sgangherata, ma sempre fondata su Gesù Cristo, la pietra angolare.
Il mistero di Dio
Questa poesia rimane un modo, penso e spero, per meditare ancora più a fondo sul mistero di Dio, sulla sua presenza tra noi, sul suo essere con noi, in questo momento. Un ricerca, come scritto sopra, che accompagna tanti nel percorso della vita. Una ricerca non solo spirituale, appunto, ma forse ancora prima esistenziale. Ecco il testo.
SE DIO
Dio, se c’è, dev’essere leggero
attraversa, sovrasta, perfonde la materia.
Muove le spighe,
agita le fronde,
accarezza le acque.
É vita e morte.
E non ha bisogno di noi.
Non ha memoria. È.
Io, se c’è, attraverso Lui sono.
E se sapessi chi è
Lui non sarebbe.
Gilberto Vergoni