L’associazione Zaccagnini: è tempo di una Camaldoli 2.0

Per l'Europa ci vogliono una politica estera e una difesa comune

Monastero di Camaldoli. Foto Enzo Pallotti (CC)
Monastero di Camaldoli. Foto Enzo Pallotti (CC)

L’Unione europea deve agire per la pace. Per questo ci vogliono proposte che portino a un sentire comune

Mondo scosso da una terza guerra mondiale a pezzi

Oltre 80 anni fa, in piena Seconda guerra mondiale, un gruppetto di intellettuali cattolici stilò un documento in grado di influenzare, con i suoi principi, la stesura della Costituzione repubblicana: il codice di Camaldoli. Oggi, in un mondo scosso da una “Terza guerra mondiale a pezzi”, per usare la definizione di papa Francesco, è tempo di una Camaldoli 2.0, in grado di rilanciare il processo d’integrazione europea.

Venerdì 20 aprile con il giornalista Claudio Sardo

Queste le premesse su cui l’associazione Benigno Zaccagnini di Cesena, in collaborazione con il Movimento Federalista Europeo di Cesena e Acli Forlì-Cesena, ha organizzato l’incontro “Verso una Camaldoli europea” in programma venerdì 10 aprile alle 20,45 nella sede cesenate di Cisl Romagna (via Serra). Interverrà Claudio Sardo, giornalista e direttore della Fondazione “Achille Grandi”.

Un’Unione che agisca per la pace

«Quando parliamo di una “nuova Camaldoli europea” – spiega il presidente della Zaccagnini, Damiano Zoffoli – intendiamo la promozione di un’unione dei popoli e non delle burocrazie, un’unione politica e non solo monetaria, che agisca per la pace. L’idea, come si ricorderà, fu lanciata dal cardinale Matteo Zuppi alla celebrazione a Camaldoli per gli 80 anni dello storico “Codice” elaborato in previsione della fine imminente del regime fascista. Celebrazioni doverose, alla presenza anche del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, di quello che divenne poi il contributo dei cattolici alla Carta fondamentale del nuovo Stato democratico che si stava per formare. Oggi c’è un estremo bisogno di tornare al coraggio di quella stagione».

Una prima bozza

Dalla scorsa estate è partito il percorso di un nuovo documento, la cui prima bozza è stata presentata in settembre proprio a Camaldoli. Tra i nodi più significativi, ci sono l’identità culturale europea, la crisi ambientale, la governance democratica e la partecipazione dei cittadini.

L’Europa, progetto incompiuto

«L’Europa – continua Zoffoli – è ancora un progetto incompiuto. E proprio in questo tempo, un cambiamento d’epoca, ha preso forma un’iniziativa che punta a contribuire, dal basso, alla sua ricostruzione ideale: il Codice per una Nuova Europa. A promuoverlo l’Associazione Nuova Camaldoli, insieme a un’ampia rete di realtà culturali, ecclesiali e civili, tra cui il Movimento Europeo e il Movimento Federalista Europeo. Un processo aperto, partecipativo, condiviso anche dal Comitato scientifico e organizzatore della Settimana Sociale dei cattolici dì Trieste. Un obiettivo europeo, non nazionale, con il coinvolgimento di alcune realtà sovranazionali, come il movimento Insieme per l’Europa, che raccoglie oltre 300 movimenti a livello europeo».

Per l’Europa ci vogliono una politica estera e una difesa comune

Il richiamo a Camaldoli, sottolineano i promotori, è tutto nel metodo e nello spirito: «Immaginare una Camaldoli europea significa offrire un contributo che venga dal basso, dalla società civile, e che possa influenzare le istituzioni europee e i governi. Il completamento politico dell’Unione è ancora da realizzare. Se non ci sarà una politica estera e una difesa comune che non può essere semplice riarmo, l’Unione non potrà essere considerata un soggetto autorevole».

L’evento dell’associazione Zaccagnini ha il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e il sostegno di realtà locali come Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena, BCC Romagnolo, Fondazione F.OR. Frutta d’oro e Orogel.