Come Maria
Un esempio. Uno stile di vita. Nel silenzio, in disparte, ma sempre attiva, vigile, protagonista.
Questa è Maria, la madre di Gesù. Una donna cui da alcuni secoli viene dedicato il mese di maggio. Siamo nel cuore della primavera. Ovunque i colori dei fiori rallegrano l’allungarsi delle ore di luce. Tutto si risveglia, come se la vita riprendesse un nuovo cammino. E Maria, ci indica la tradizione, è il fiore più bello.
Ci affidiamo a lei, che dall’alto ci protegge e ci abbraccia. Ci copre con la sua ombra. A lei ci consegniamo con candore quando non abbiamo il coraggio di chiedere a nostro Signore. Lei ci fa da mediatrice, da avvocata nostra, recitiamo nella Salve regina.
Sono tante le occasioni per domandare il suo sostegno. Il territorio della Romagna è disseminato di cellette mariane.
Molte vennero edificate nel 1954, l’anno dedicato a Maria, come diverse iscrizioni ricordano agli ignari visitatori che sostano per un momento o solo per curiosità. Anche in quel frammento di silenzio ciascuno può percepire un messaggio per sé, personalissimo. Lei, la concepita senza peccato, rappresenta una strada per noi. Il suo sì senza riserve a Dio Padre, dopo un primo momento di smarrimento, è stato la cifra della sua vita.
Ci ha insegnato che fidarsi di chi ci vuole bene risulta un vantaggio, anche se a volte il percorso indicato appare incomprensibile. Fidarsi e affidarsi, «perché l’obbedienza – ho ascoltato in questi giorni – fa fiorire l’umano».
Non è un di meno, come la stragrande parte della gente pensa. Ma è un di più, un upgrade si direbbe oggi. La decisione è nostra, rimane in capo a ciascuno di noi. Maria è il metodo per attuarla. Pensiamo al suo seguire Gesù, senza mai intervenire, se non alle nozze di Cana, quando disse: fate quello che Lui vi dirà. Pensiamo al suo stare sotto la croce, alla sua maternità che si allarga alla Chiesa, dopo la morte e la resurrezione del figlio.
Un’umanità sconfinata a lei si affida, come avviene da duemila anni. Maria ha fatto incontrare il cielo con la terra e ha reso sperimentabile l’infinito di Dio. Nella Chiesa, nella compagnia di quanti si ritrovano nel nome di Cristo, possiamo dire il nostro sì, come quello di Maria. Un sì libero, razionale, esigente, che non si accontenta, ma richiede la nostra totale adesione. Non un ricordo lontano nel tempo, una nostalgia, ma un’esperienza da vivere oggi. Un legame liberante, un’appartenenza che ci introduce nella felicità per cui siamo venuti al mondo.
