Dalla Chiesa
Il papa a pranzo con i più vulnerabili: “affamati di una Chiesa che accoglie”
Questa è “la Chiesa che vogliamo essere” ha detto Leone a tavola con 200 persone assistite dalla Diocesi di Roma. Tra loro Irene dalla Tanzania rifugiata con i suoi due bambini di sette e cinque anni, Isabel dal Perù, Conde dalla Sierra Leone
Leone XIV incontra duecento persone in difficoltà assistite dalla Diocesi di Roma, tra cui 35 bambini, a Borgo Laudato si’, nei giardini pontifici di Castel Gandolfo.

Ai giardini pontifici di Castel Gandolfo
Una “fame di giustizia, fame di autentica carità, fame per una Chiesa che veramente sa aprire le porte, accogliere, ricevere tutti”. Si è presentato così, “senza discorso, però con fame”, Papa Leone XIV al pranzo con circa 200 persone vulnerabili assistite dalla diocesi di Roma, tra cui 35 bambini, che si è svolto nella cornice del Borgo Laudato si’, nei giardini pontifici di Castel Gandolfo.

A tavola con il Papa: i volti e i nomi
A tavola con il Papa c’era Irene dalla Tanzania rifugiata con i suoi due bambini di sette e cinque anni; un signore proveniente dall’Ucraina ed è stato accolto da una parrocchia romana; Isabel, rifugiata a sua volta, viene dal Perù e studia all’Universita assistita dal Centro Astalli. Poi ancora un signore italiano seguito da una parrocchia di Roma e Conde della Sierra Leone che al Borgo Laudato sì ha frequentato un corso di formazione per lavorare in pasticceria.
“Un ponte con tutti voi”
Dopo i saluti del cardinal Fabio Baggio, sotto-segretario del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale e direttore generale del Centro di alta formazione Laudato si’, del cardinal Baldo Reina, vicario generale per la diocesi di Roma, e di monsignor Luis Marín de San Martín, prefetto del Dicastero per il Servizio della carità, il Pontefice ha preso la parola soffermandosi sul titolo di “costruttore di ponti”. “Noi oggi vorremo anche fare un ponte con tutti voi, con le vostre famiglie e con la società nella quale vogliamo vivere“, ha detto Leone, auspicando una società che pratichi la giustizia, eliminando le cause della povertà, dell’ingiustizia e tutto ciò che ancora alimenta la disonestà nel mondo. Questa è “la Chiesa che vogliamo essere”, ha aggiunto.
“Stiamo costruendo un mondo diverso”
Il Papa ha poi ringraziato i responsabili dell’organizzazione dell’iniziativa, sottolineando il valore dello stare insieme e di vivere uno “spirito di incontro” attorno a una mensa dove Gesù è sempre presente. “Stiamo veramente costruendo un mondo diverso, un mondo di speranza, un mondo che è luce in mezzo a questo mondo – ha aggiunto – Tante volte questa realtà, tante volte questo mondo è proprio rotto dalla violenza, dall’odio, dalla discriminazione”. Leone XIV ha concluso il suo breve intervento esortando tutti a cooperare per essere una Chiesa portatrice di giustizia, pace e amore.
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