Bologna. La Corte d’Appello conferma l’impianto accusatorio del processo “Radici”

Oggi, lunedì 13 luglio, è stato letto il dispositivo della sentenza di appello

Il Comune di Cesenatico fa sapere che nella giornata di oggi, lunedì 13 luglio, presso la Corte d’Appello di Bologna è stato letto il dispositivo della sentenza di appello riguardante il processo “Radici”. Confermato l’impianto accusatorio e l’aggravante del metodo mafioso

Confermato in toto l’impianto accusatorio

La sentenza ha confermato l’impianto accusatorio dimostrando la sussistenza della gran parte dei reati compresa l’aggravante del metodo mafioso per alcuni degli imputati, con alcuni leggeri sconti di pena fisiologici nella fase di appello. Al Comune di Cesenatico sono stati riconosciuti i danni connessi ai reati commessi. È stata dunque riconosciuta la sussistenza di tutti i reati avvenuti in territorio di Cesenatico e per i quali è intervenuta la costituzione di parte civile.

Il sindaco Gozzoli: “La conferma della sentenza ci dà coraggio”

«La sentenza di appello conferma in toto l’impianto accusatorio con l’aggravante del metodo mafiosi per alcuni degli imputati, anche in relazione al nostro territorio – commenta il sindaco Matteo Gozzoli –. Ci sono stati dei leggerissimi sconti di pena che non modificano lo sguardo generale sul processo “Radici”. Ringrazio il PM Marco Forte, l’avvocato Giuseppe Rizzo e tutte le forze dell’ordine coinvolte nelle indagini, specialmente la tenenza della Guardia di Finanza di Cesenatico, e il Comando di Polizia di Cesena unitamente a tutti quanti si sono impegnati in questa operazione così importante. La conferma della sentenza ci dà coraggio perché ribadisce ancora una volta che grazie alla reattività della comunità, al lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura, i territori si possono ancora difendere dalle infiltrazioni».