“Hai saputo gettare il buon seme e farlo fruttificare…”. La comunità di Budrio ricorda don Sergio

"L’eredità che ci hai lasciato, è una comunità che cammina insieme, nella Chiesa, verso Dio senza lasciare indietro nessuno"

Don Sergio Orlandi in un campo scuola

È di ieri pomeriggio la Messa funebre di don Sergio Orlandi, sacerdote deceduto sabato 22 agosto a 96 anni. Cresciuto nella parrocchia di Balignano, è stato parroco di Budrio di Longiano per 44 anni, fino al 2005. Il funerale è stato celebrato dal vescovo Antonio Giuseppe Caiazzo.

Pubblichiamo di seguito un ricordo che la comunità parrocchiale di Budrio di Longiano dedica al fondatore e storico parroco.

“Ci hai trasmesso la fede con messaggi chiari…”

Carissimo don Sergio,

oggi siamo qui per esprimere i nostri sentimenti di gratitudine per le opere che attraverso lo Spirito di Dio hai compiuto per noi e insieme a noi.

Eri un sacerdote schietto, a volte un po’ burbero e spigoloso, ma appassionato e tenace nel proporre Cristo e il suo messaggio evangelico: autentico e fondamentale per la nostra vita. Ci hai trasmesso la fede con messaggi chiari, punti fermi talmente necessari per la vita che li rendevi appetibili e desiderabili per portarci al cuore di Cristo, uniformarci a Lui e vivere in pienezza .

Dare il meglio…

Intransigente verso il peccato, richiamavi sempre sulla necessità di condurre una vita in grazia santificante. Eri esigente in ogni ambito in cui si operava per Cristo e i fratelli, poiché nelle cose di Dio, nostro padre misericordioso e sommo bene, occorre dare il meglio e questo lo facevi e ce lo insegnavi nella cura della liturgia, la preparazione ai sacramenti, nel rispetto degli ambienti e spazi parrocchiali, nell’incontro e ascolto con le persone.

Amante della cultura, dell’arte, della musica, ci stimolavi alla conoscenza, alla formazione in queste discipline, curando la musica liturgica e i salmi senza mai improvvisare, per una miglior lode a Dio che ci apre alla sua grazia. In una realtà e territorio in forte crescita demografica, ti sei fatto carico dei complessi lavori di costruzione della nuova chiesa e dei vari ambienti destinati ad accogliere tutto il popolo di Dio e fronteggiando le sfide dell’epoca e di chi non condivideva queste scelte, sei rimasto fedele ai tuoi impegni aperto al dialogo e al confronto, poiché dicevi: “Il Signore, il Re merita una bella casa”.

Solidità spirituale e punto di riferimento

La tua solidità spirituale non ti impediva di mostrarti anche nelle tue preoccupazioni e turbamenti; anche questa è l’umanità del sacerdote che condivisa, ha stimolato le famiglie a trovare soluzioni insieme a te per il bene di tutti.

Famiglie e imprese del territorio hanno visto in te un sicuro e affidabile punto di riferimento e non sono mancati i contributi di tante aziende locali che tu facevi sentire parte integrante della comunità. Hai sostenuto la famiglia con particolare attenzione ad anziani, malati e disabili e l’hai incoraggiata a essere Chiesa domestica oltreché attiva in parrocchia e nel quartiere.

Eri attento alle persone nuove che venivano ad abitare qui e facendo rete chiedevi alle famiglie di farsi prossimi e aiutare il vicinato soprattutto nei casi più difficili. Hai pertanto contribuito all’edificazione di tante famiglie che invitavi a riunirsi in preghiera nel mese mariano, nelle case o davanti alle cellette. Le gite e le uscite da te promosse, l’amore per la tradizione, il gruppo della pasquella, le feste di comunità, rappresentavano la gioia e la condivisione segnando l’inizio o la fine dei momenti forti dell’anno liturgico. I campi scuola sulle tue amate montagne e i centri estivi hanno creato ampi spazi di comunione e amicizia.

Le vocazioni nate attraverso il tuo carisma

Nell’insegnamento della religione all’interno della scuola, hai aiutato i ragazzi molto spesso disorientati e confusi a riconoscere un disegno più grande nella loro vita, suggerendo loro percorsi di studi formativi o lavorativi piuttosto che altri e per tanti di loro è stato fondamentale il tuo contributo e la tua intuizione.

Numerose le vocazioni sacerdotali e religiose nate per volere di Dio attraverso la tua opera e il tuo carisma . Don Sauro Bagnoli, don Paolo Pasolini, suor Barbara Donini sono una vera benedizione per tutta la chiesa e ricordiamo anche suor Marta Ventrucci salita al cielo.

Il seme e il frutto…

Hai saputo gettare il buon seme e farlo fruttificare e nelle vocazioni, religiose, matrimoniali o vissute in ambito missionario, lavorativo o educativo, ti facevi prossimo all’ascolto e alla cura, interessandoti del loro andamento e crescita e non solo della loro linfa iniziale ricordando l’importanza di rimanere fedeli alla propria vocazione. Questo tuo sguardo ampio sulle varie dimensioni: parrocchiali, vocazionali, sociali, culturali, umane, ti ha compromesso a poco a poco la vista, ma accettando questo grosso limite, non ti sei sottratto ai tuoi doveri e nella fase finale della tua vita, nonostante fossi completamente non vedente, hai vissuto di ricordi belli per ciò che il Signore ha compiuto in te e attraverso di te.

L’eredità che ci hai lasciato, è una comunità che cammina insieme, nella Chiesa, verso Dio senza lasciare indietro nessuno. Per aver collaborato all’opera di Dio e all’edificazione della sua chiesa, ti ringraziamo infinitamente certi che ora con uno sguardo rinnovato, potrai continuare a benedire dal cielo tutti noi e le opere da te iniziate e che hanno in Dio un loro compimento.

Ora che sei al cospetto di Dio, ti accompagniamo con la nostra preghiera e tu continua ad indicarci in questi tempi difficili, i sentieri giusti che ci possono portare all’incontro vero con Cristo per una vita piena in Lui e per Lui.

Al link, l’articolo relativo al funerale di don Sergio Orlandi, celebrato ieri pomeriggio dal vescovo Caiazzo.