“C’è un Creato da custodire, ma anche una fraternità da tutelare”

La riflessione di Massimo "Pepe" Pieri sul Tempo del Creato (1 settembre-4 ottobre)

(foto archivio Sir)

Pubblichiamo una riflessione del fedele lettore Massimo “Pepe” Pieri sulla “responsabilità che abbiamo di custodire ciò che Dio ci ha donato”.

Caro direttore,

La “Giornata del Creato” che si celebra l’1 settembre di ogni anno, segna l’inizio del “Tempo del Creato”, un cammino ecumenico che si conclude il 4 ottobre, festa di san Francesco d’Assisi. Potremmo cominciare a pensare meditando il passo della Parola di Dio dal libro della Genesi: “la consegna di Dio all’uomo del giardino dell’Eden” (Gn 1,29). Un altro passo importante sempre dal libro della Genesi (Gn 2,15-16) racconta di quando Dio pose l’uomo al centro di questo progetto e la possibilità che aveva di nutrirsi di ogni cosa buona che aveva sotto il suo sguardo, una consegna di farne buon uso e di averne cura.

Tuttavia è bene ricordare che non c’è soltanto un Creato da custodire, ma anche una fraternità da tutelare, come ricordato nel concetto di ecologia integrale da papa Francesco nella sua enciclica Laudato sii. Chiude il cerchio il brano sempre preso da Genesi (Gn 4,9), che racconta di Dio che chiede conto a Caino del fratello Abele. Caino si stupisce di tale domanda (pur sapendo di cosa è colpevole), ma la verità è che siamo veramente custodi uno dell’altro.

Potremmo porci qualche domanda. Quanto mi sento responsabile di ciò che Dio mi ha donato? Cosa faccio per recuperare? Casca a fagiolo allora il proverbio: “Chi è causa del suo mal pianga se stesso”, che significa che chi provoca i propri problemi deve prendersela solo con sè stesso, senza dare la colpa agli altri. Siamo responsabili delle nostre azioni e di quelle degli altri e delle conseguenze che ne deriveranno e alla fine della giostra ci verrà presentato un giorno un conto salatissimo sul come abbiamo usato, e abusato della nostra responsabilità di custodire il dono di Dio.

Massimo “Pepe” Pieri