Tempo del Creato. Dotti: “Sostenibili e cooperatori, come le formiche”

Al via le proposte per il Tempo del Creato. Pienone ieri sera ai Cappuccini, a Cesena

Michele Dotti ieri sera nel giardino dei frati Cappuccini, a Cesena
Michele Dotti ieri sera nel giardino dei frati Cappuccini, a Cesena

“I dinosauri erano competitivi e si sono estinti. Meglio aiutarsi e valorizzare le diversità”, ha detto l’artista

In scena il comunicAttore

Le formiche e i dinosauri. Meglio le prime dei secondi. Quelle sopravvivono ancora, i primi, ipercompetitivi, si sono estinti. “Meglio cooperare”, è la ricetta, in sintesi di Michele Dotti, il comunicAttore, come lui stesso si definisce, portata in scena ieri sera nel giardino dei frati Cappuccini, a Cesena.

Oltre 200 persone nel giardino dei frati

“Siam mica qui a farci salvare dai panda” è il titolo dello spettacolo che l’artista faentino che gira l’Italia e il mondo, figlio di scienziati (la madre medico, il padre fisico) ha proposto a oltre 200 persone, nel primo degli appuntamenti per il Tempo del Creato che si celebra nel mese di settembre e che vede numerosi eventi in Diocesi e nel territorio (cfr pezzo al link qui sotto). Il titolo indica il desiderio di andare oltre le frasi fatte e gli stereotipi del momento. Parlare di ecologia oggi vuol dire parlare di sostenibilità, dice Dotti davanti a un pubblico che lo segue con grande attenzione.

Oltre 200 persone hanno gremito ieri sera il parco dei frati Cappuccini, a Cesena, per lo spettacolo di Michele Dotti

La ciclicità

L’attore-educatore illustra quattro principi che a suo avviso potrebbero cambiare l’approccio verso i temi ambientali. Il primo proposto è la ciclicità. Il tempo è ciclico, non lineare. un fatto ben diverso rispetto a quanto viene insegnato subito a scuola ai bambini con la linea della storia. “Tutto va e ritorna. Pensate cosa potrebbe accadere se l’acqua evaporasse e poi non piovesse più? Tutto è ciclico”, aggiunge Dotti.

La diversità è una ricchezza

Il secondo principio è la diversità, “una ricchezza. Ognuno di noi, ognuno diverso, può fare meraviglie. Siamo cittadini del mondo. Io ho una moglie del Burkina Faso, non ora in Burkina Faso. Del Burkina Faso. Noi usiamo l’arabo e non lo sappiamo. La stessa piadina cos’è se non un’edizione migliorata del pane arabo? La pita, da cui deriva la piadina”.

I dinosauri e le formiche

Gli altri due principi sono la cooperazione e l’interdipendenza. Per spiegare il primo Dotti ricorre ai dinosauri. “Erano competitivi – spiega – e si sono estinti. Le formiche cooperano da allora e ci sono ancora. Non dobbiamo vergognarci delle nostre fragilità. La nostra debolezza è la nostra forza. Possiamo vincere tutti insieme.

L’interdipendenza

Infine l’interdipendenza, in un mondo interconnesso. “Abbiamo bisogno di relazioni, di affetto – prosegue Dotti -. Nessun oggetto può riempire un vuoto immateriale”.

La bambina di Brisbane e le stelle marine

Prima della fine Dotti fa vedere una decina di slide in cui si possono vedere i grandi progressi compiuti dal mondo negli ultimi 30-40″, “come mai era accaduto prima”, in termini di aspettativa di vita, di accessibilità all’acqua potabile, alla scolarizzazione, alla salute, al benessere. Cosa c’è che non funziona, allora? Ci stiamo mangiando le risorse del pianeta: questo non torna. Stiamo consumando le risorse disponibili. Invece, sostiene Dotti, “si può essere sostenibili ed ottenere gli stessi risultati. Basta volerlo e dipende da ciascuno di noi, dalle nostre scelte quotidiane”. Come la bambina sulla spiaggia di Brisbane, in Australia, che si mise a ributtare le stelle marine in acqua. Ce n’erano milioni, ma lei fece la sua parte. A fine giornata erano in 800 e insieme riuscirono ributtarle tutte nell’oceano.