Giorgio La Pira e la politica come servizio. L’uomo e il sindaco nei ricordi del cardinal Bassetti

Il porporato, già presidente della Cei, a Bagno di Romagna ha incontrato gli studenti del Liceo scientifico "Righi". "Era un cristiano con un profondo senso della storia"

Il cardinal Gualtiero Bassetti, già presidente della Cei, ieri mattina a Bagno di Romagna ha incontrato gli studenti del liceo "Righi" nella sala dell'Eurohotel. Accanto a lui, il sindaco Enrico Spighi (a sinistra nella foto) e il professor Robert Lolli

Ieri mattina nella sala de’ Fanti dell’Euroterme si è svolto l’incontro degli studenti liceali della sede di Bagno di Romagna con il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo emerito di Perugia e già presidente della Conferenza Episcopale Italiana, incentrato sulla figura di Giorgio La Pira.

Politica buona, conoscenza della Costituzione e coinvolgimento degli studenti

Il sindaco Enrico Spighi, nel suo saluto ha portato l’attenzione sul bisogno di una politica buona come quella di un sindaco come La Pira. La dirigente scolastica del Liceo scientifico “Righi” Lorenza Prati, che a Bagno di Romagna ha una sede con oltre 100 studenti, ha invitato i ragazzi a studiare sempre meglio la Costituzione. La professoressa Maria Grazia Corzani, responsabile della sede bagnese, ha incentrato il suo saluto sul metodo di La Pira, mirato ad ascoltare i giovani e a coinvolgerli. Il professor Robert Lolli ha presentato i tratti più salienti di La Pira, in particolare come membro dell’Assemblea Costituente: lì egli aveva sostenuto il primato della persona umana, titolare pleno iure dei diritti inviolabili, al contrario di quanto proclamato dal regime fascista secondo il quale era solo lo Stato il detentore di tali diritti.

La Pira scrisse l’articolo 2 della Costituzione che sancisce i diritti inviolabili della persona

La Pira scrisse con unanime accordo politico l’articolo 2 della Costituzione, che sancisce i diritti inviolabili della persona umana riconosciuti dalla Repubblica. Con esso si stabilisce in maniera solenne che la persona è un prius e lo Stato è un posterius, il quale davanti all’uomo si inchina e ne riconosce e garantisce sempre i diritti, impedendo le discriminazioni.

Il Vangelo nella vita quotidiana

Il cardinale Bassetti, che conobbe molto bene Giorgio La Pira, “ha parlato di lui come sindaco di Firenze: amato dai cittadini, specialmente quelli delle fasce sociali più disagiate, si mosse sempre sulla scia degli insegnamenti evangelici tradotti nella vita quotidiana con grande pazienza, con l’ascolto degli altri e con impegno assiduo – sottolinea il professor Lolli -. Paolo VI, amico personale di La Pira, a cui fra l’altro il politico, ormai malato, scrisse un’ultima toccante lettera, disse nel 1974 che “l’uomo contemporaneo ascolta maggiormente i testimoni dei maestri e, se ascolta i maestri, lo fa perché sono anche testimoni”.

Il cardinale è stato ed è un testimone autorevole e un apprezzato protagonista del mondo contemporaneo ed ha avuto il privilegio di conoscere da vicino La Pira, essendo stato seminarista a Firenze e poi Rettore del Seminario Minore. “Il porporato lo ha sempre considerato come modello dei cattolici che si devono impegnare per la polis, esempio della politica intesa quotidianamente come un servizio ai cittadini, anche a costo di personali sacrifici – prosegue Lolli -. Ne ha ricordato, come già detto nel suo volume del 2022 ‘Il pane e la grazia‘, il suo saper essere umile, ma anche assai coraggioso nell’affrontare gli industriali, i dirigenti dei partiti politici, i ministri, le autorità sovietiche soprattutto nel pieno della “guerra fredda” per richiedere la pace fra le potenze mondiali e il riconoscimento della libertà religiosa in Urss, senza però mai essere prevaricante verso chi non la pensava come lui”.

Cristiano con un profondo senso della storia

“Il sindaco Giorgio La Pira – riporta Lolli le parole del cardinal Bassetti – è stato un cristiano integrale, con il profondo senso della storia, un profeta realista e concreto, un operatore di pace, un cristiano rigoroso prima di tutto con se stesso prima che con gli altri”.

Il porporato ha incentrato il suo intervento sul dialogo di La Pira con i giovani, da lui considerati come coloro che “conducono l’umanità alla Terra promessa“, su lui che ha costantemente promosso la vocazione dei giovani, come “rondini che volano verso la primavera”, guardando con grande ottimismo a loro e al futuro del pianeta. Invitava i giovani ad abbattere i muri e a costruire i ponti, confidando nella caduta di quei muri di odio. “La pace era per lui un valore essenziale – conclude Lolli – che andava di pari passo con la fede e la libertà religiosa, guardando poi al Mediterraneo come luogo creato da Dio per essere la ‘vocazione della famiglia di Abramo‘, cioè luogo di incontro concreto fra i seguaci delle tre religioni monoteiste: cristiani, ebrei e musulmani”.