Cesena
Taglio del nastro per la nuova sede Ais Romagna Cesena
Ieri lunedì 6 luglio è stata inaugurata la nuova sede di Ais Romagna a Cesena. A tagliare il nastro il vicesindaco del Comune di Cesena Christian Castorri, alla presenza del vicesindaco del Comune di Bertinoro Mirko Capuano, del presidente di Ais Romagna Roberto Giorgini e del vicepresidente nazionale di Ais Roberto Bellini. Presenti anche tutti i delegati delle sedi Ais della Romagna (Imola, Faenza, Ravenna, Forlì, Cesena, Rimini), nonché altre autorità tra le quali i vertici di Confesercenti.
La nuova sede è una delle più all’avanguardia nel contesto delle Ais nazionali con 80 postazioni per i corsi, telecamere con proiezione su schermo per visualizzare i dettagli delle lezioni, cucinotto per l’accompagnamento dei piatti nell’abbinamento cibo-vino, il tutto su uno spazio di oltre 250 metri quadrati.
Nel corso dell’inaugurazione il presidente Giorgini ha rivelato un curioso aneddoto: il terzo livello dei corsi Ais fu ideato proprio a Cesena nel lontano 1977. “Da uno studio di Nerio Raccagni insieme all’insegnante Pietro Mercadini. Ci trovavamo in un ristorante del cesenate e ai piatti abbinavamo i giusti vini; nel contempo su un foglio bianco venivano messi dei punti per le valutazioni, e si cercava di farne un corpo organico per la docenza. Fu interpellato anche un insegnante di matematica. La commissione didattica nazionale di Ais ci ha seguito e l’ha fatto suo, ovviamente con le modifiche del tempo”.
Il presidente ha anche parlato di come è cambiato il vino nel corso dei decenni in Romagna? “In maniera radicale. Sino agli anni ’70 e ’80 nel nostro territorio prevaleva lo sfuso e la ricerca della qualità iniziava allora ad essere percepita – spiega Giorgini – La svolta è arrivata negli anni ’90 coincisa con il cambio generazionale nella conduzione di alcune cantine e grazie ad alcuni produttori illuminati che hanno incominciato a identificarsi come territorio. Sul Sangiovese di Romagna tanto è stato fatto, adesso stiamo riscoprendo i nostri autoctoni, come Albana, Famoso e Trebbiano. Oggi siamo al punto che la Romagna non ha nulla da invidiare ad altri territori. L’importante è averne consapevolezza e lavorare nella promozione e valorizzazione. Noi come Ais Romagna la nostra parte la stiamo facendo”.