Cesena
Cesena. Aula Magna della Malatestiana gremita sabato scorso per Mirella Montemurro
Presentate le "Cronache dall'inconscio" pubblicate sulle pagine del Corriere Cesenate
Grande partecipazione alla presentazione del volume che segna l’ingresso del Corriere Cesenate nell’editoria libraria. Un progetto solidale a sostegno degli adolescenti seguiti dall’associazione Il Pellicano.
Ecco il primo volume della psicoanalista
Tanta gente, sabato scorso, per la presentazione di Cronache dall’inconscio di Mirella Montemurro. Per il primo volume della psicoanalista della Società psicoanalitica italiana (Spi) l’Aula Magna della Biblioteca Malatestiana si è presentata al completo. L’incontro è stato segnato dall’interesse per i temi del libro e da tante manifestazioni di affetto e stima per l’autrice.

La nuova avventura del Corriere Cesenate nell’editoria libraria
Il volume raccoglie gli articoli pubblicati nella rubrica di psicologia del Corriere Cesenate e inaugura una nuova fase anche per il giornale, che con questo progetto entra nel mondo dell’editoria libraria. Le riflessioni nate sulle sue pagine trovano così una forma da conservare, leggere e rileggere, proseguendo il dialogo con i lettori attraverso domande ed esperienze nelle ognuno può riconoscersi.
Un progetto solidale
La pubblicazione fa parte di un progetto solidale: il ricavato, al netto dei costi di pubblicazione, è stato donato all’associazione Il Pellicano di Cesena, al progetto “Fuori classe ma con classe”, destinato ad adolescenti con difficoltà comportamentali. Un’iniziativa che unisce divulgazione e sostegno alle persone in difficoltà, portando l’attenzione dalle pagine del libro alla vita della comunità.
Un incontro fertile
Il direttore del Corriere Cesenate Francesco Zanotti ha raccontato di come è nata la collaborazione con la Montemurro e anche dell’idea di farne un libro. Un’esperienza avviata in sordina, ma con grande libertà, che ha sondato l’animo umano con un occhio attento alle vicende dell’attualità. L’autrice è stata capace di mettere in campo una scrittura che avvicina la complessità della vita psichica con un linguaggio accessibile a tutti.
Il legame tra la professionista e la città di Cesena
A presentare l’evento è stato lo psicoanalista Pierluigi Moressa, che con la sua oratoria ha accompagnato il pubblico attraverso i diversi contributi. Le sue parole hanno restituito con efficacia il legame tra Montemurro e la città: «Mirella ha adottato Cesena e Cesena ha adottato Mirella». Un sentimento di appartenenza reciproca che ha trovato riscontro nel calore della sala.
Quando la psicoanalisi esce dalla stanza
Laura Ravaioli, psicoanalista e autrice dell’introduzione, ha inserito il lavoro di Montemurro nella tradizione degli psicoanalisti che hanno portato il proprio pensiero fuori dalla stanza di consultazione, scrivendo sui giornali e aprendosi al confronto con un pubblico più ampio. Ha ricordato il dottor Angelo Battistini, che scriveva sul Resto del Carlino, e Sarantis Thanopulos, che scrive sul Manifesto. Un richiamo al valore di una riflessione psicoanalitica capace di incontrare la vita quotidiana e di contribuire alla comprensione di ciò che accade nella società.
Parole che curano
L’assessora Elena Baredi ha sottolineato l’importanza di fermarsi a pensare e di trovare parole capaci di offrire sostegno, cura e possibilità di elaborazione a ciò che accade. Un invito a concedere tempo e attenzione alle esperienze, riconoscendo nella parola uno strumento prezioso per comprendere le emozioni e condividerle.
Mai dimenticare i fragili
Mauro Ravaglia, presidente del Rotary Club Cesena, ha richiamato la necessità di adoperarsi per le persone più fragili che abitano il nostro territorio. Un contributo in sintonia con la finalità del progetto editoriale e con la responsabilità di sostenere chi attraversa situazioni di vulnerabilità.
Lasciamo agli adolescenti l’adolescenza
Particolarmente toccante è stato l’intervento di suor Chiara, dell’associazione Il Pellicano, che ha raccontato due storie di giovani, Rayan e Martina, aiutati a ritrovare fiducia e nuove possibilità, dopo i travagli di lunghe sospensioni da scuola per il primo e di non poche risse per la seconda. “Stare con i giovani – ha detto la religiosa – è un dono prezioso. Raccontano i loro sogni, se li sappiamo ascoltare. Ogni persona è unica e ha bisogno di altri accanto a sé. I ragazzi vogliono essere adolescenti. Lasciamoglielo essere”.
Qui di seguito la photogallery di Sanra e Urbano fotografi
