Cesena celebra l’82esimo anniversario della Liberazione

Il vicesindaco Castorri: "I giovani siano staffette di memoria"

Foto: Sandra e Urbano fotografi, Cesena

Cesena ha celebrato questa mattina, sotto il porticato di Palazzo Albornoz, l’82esimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo, avvenuta il 20 ottobre 1944.

Cerimonia istituzionale

La cerimonia istituzionale, è stata scandita dalla deposizione della corona commemorativa da parte del vicesindaco Christian Castorri, affiancato dal viceprefetto vicario di Forlì-Cesena Fabio De Fanti. Presenti Anpi, le associazioni d’arma e combattentistiche, le autorità civili e militari, il vescovo di Cesena-Sarsina Antonio Giuseppe Caiazzo, i rappresentanti dei quartieri e del Consiglio comunale, maggioranza e opposizione insieme.

Foto: Sandra e Urbano fotografi (Cesena)

Il dovere del ricordo

Nel suo intervento, il vicesindaco Castorri ha ripercorso i giorni che precedettero la Liberazione, segnati da mesi di paura, bombardamenti, devastazioni, rappresaglie ed eccidi, ricordando anche i vent’anni di dittatura fascista che avevano preceduto la guerra. Il 20 ottobre 1944, l’ingresso a Cesena delle truppe alleate dell’Ottava Armata e dei partigiani segnò la fine dell’occupazione e l’inizio di una nuova stagione per la comunità. “La libertà di cui godiamo da oltre 80 anni – ha detto Castorri – la democrazia che è stata costruita, l’uguaglianza e la giustizia che la Costituzione ci prescrive di ricercare sono figlie di questa storia sofferta e di generazioni che le hanno conquistate con dolore, sacrificio, impegno. A loro prima di tutto va la nostra riconoscenza e il dovere di ricordare, senza alcuna cultura della rimozione“.

Costruire la pace

Infine un riferimento al presente: “La pace non è solo assenza di guerra, ma costruzione attiva. Di disarmare il linguaggio, opponendoci alla polarizzazione mediatica e al rifiuto del dialogo, elementi che trasformano l’altro in un nemico assoluto anziché in un interlocutore. Educazione alla cooperazione, promuovendo la cultura del compromesso razionale e del rispetto dei diritti individuali e collettivi a partire dalla vita quotidiana e dalle comunità. Ecco allora che a noi, e soprattutto ai nostri giovani, spetta il compito di fare da staffette per questa memoria“.