Cesena: premiata la lavanderia Lela per i 30 anni di attività

Il riconoscimento di Confartigianato alla titolare del negozio di via Savio Emanuela Roboiti. "La soddisfazione più grande, quando mi affidano abiti da cerimonia e vestiti importanti"

Trent’anni di attività, di lavoro artigiano e di rapporto con i clienti. È il traguardo raggiunto dalla lavanderia di via Savio, a Cesena, che ha ricevuto da Confartigianato Cesena una targa a riconoscimento del valore artigiano prodotto e della presenza radicata e continuativa sul territorio.

“Lavare, asciugare e stirare bene per i nostri clienti”

A consegnare il riconoscimento sono state Simona Morghenti, responsabile del servizio Creazione e sviluppo d’impresa di Confartigianato Cesena, e Cristiana Suzzi, coordinatrice di categoria. A ricevere la targa Emanuela Roboiti, conosciuta da tutti come Lela, titolare e fondatrice dell’attività. «Rilevai la lavanderia del Savio, nello stesso locale in cui si trova ancora oggi – racconta Emanuela Roboiti ripercorrendo gli inizi – spinta anche dal fatto che abitavo a pochi metri. È stato facendo questo lavoro che mi sono impratichita, perfezionata e appassionata, raggiungendo quello che per me è sempre stato l’obiettivo: essere gratificata dal lavoro, pur essendo un’attività impegnativa e pesante anche dal punto di vista fisico. Lavare, asciugare e stirare bene per i nostri tanti clienti»

A darle maggiore soddisfazione, ancora oggi, è soprattutto il rapporto con la clientela. «La gioia più grande è quando i clienti fidelizzati, ma anche quelli che arrivano da fuori città persino da Roma e non sono pochi, mi affidano abiti da cerimonia o comunque indumenti importanti e poi non nascondono la soddisfazione per il servizio ricevuto».

La difficoltà nel reperire personale

Tra le principali preoccupazioni per il futuro c’è invece la difficoltà nel reperire personale e il progressivo disinteresse dei giovani verso questo mestiere. «È difficile trovare manodopera e altrettanto difficile vedere giovani che intraprendono questa attività – afferma Emanuela Roboiti -. Ultimamente hanno chiuso alcune lavanderie senza che ci fosse un subentro».

Il futuro vedrà il dominio delle lavanderie a gettoni? «Spero di no. L’elemento umano è sempre decisivo e il lavoro degli addetti è altrettanto importante per la buona riuscita del lavaggio. Nel tempo i macchinari si sono evoluti moltissimo, ma la professionalità resta fondamentale». Al suo fianco c’è «un’ottima collaboratrice», con cui condivide il lavoro quotidiano.

«L’operato della lavanderia Lela – rimarca Confartigianato Cesena – è un esempio di come le imprese artigiane, radicandosi nel territorio, siano in grado di offrire servizi di alto livello alla comunità, fungendo anche da elemento di coesione sociale».