Cesena
Cesena. Villa Valeria, per sognare a occhi aperti
Ieri, domenica 13 settembre, una affollata visita guidata ha permesso a molti di conoscere la storica dimora
Per molti sarà stato un sogno che diventa realtà: varcare la soglia del cancello affacciato su via Malatesta Novello che lascia intravedere una delle dimore più suggestive di Cesena. In occasione della Giostra, ieri mattina, domenica 13 settembre, ha aperto le porte ‘Villa Valeria’, dalle fattezze di un ‘castelletto’, si trova a ridosso dello Sferisterio della Rocca, costruita all’inizio del Novecento sulle ceneri dell’antica torre dove il leggendario imperatore Federico Barbarossa visse con la moglie Beatrice per alcuni anni.
La famiglia bolognese Suzzi
Ieri, domenica 13 settembre, una affollata visita guidata ha permesso di scoprire Villa Valeria. A introdurre l’esperienza, a cui hanno partecipato in tanti, c’era il Gruppo archeologico Cesenate che ha ripercorso la storia e i ritrovamenti di questo pezzo del Colle Garampo. “Nel 1926 il fabbricato divenne di proprietà della famiglia Suzzi, di origini bolognesi, che volle realizzare un palazzo rinascimentale – racconta l’architetto Gianluca Battistini -. Di antico c’era ben poco, quali le finestre ad arco. I lavori di ristrutturazione si divisero in due fasi: nel 1933 e nel 1942, durante quest’ultima fu realizzato anche l’ampio terrazzo e il cortile con il pozzo”.
Un parco con alberi secolari, un giardino segreto e un terrazzo panoramico
L’edificio è suddiviso in quattro appartamenti indipendenti e si sviluppa su cinque livelli per una superficie di oltre 900 metri quadrati. La struttura esterna è in buono stato di conservazione, mentre gli interni sono in condizioni precarie. Oltre all’ampio parco, ombreggiato da alberi secolari, la dimora cela un giardino segreto, sul retro dell’edificio, che dal cortile del pozzo (profondo una quarantina di metri) sale fino all’antico bastione meridionale della Rocca vecchia. Un grande terrazzo di oltre cento metri regala, infine, una vista panoramica su tutta la città. Una lapide qui posta ricorda Silvio Suzzi, omaggio della nipote Valeria, da cui prende il nome la villa.
Il convento dei Paolotti
Ripercorrendone la storia, questo luogo non fu solo un edificio difensivo: nel 1606 la Rocca vecchia fu concessa in uso all’ordine dei frati Minimi di San Francesco di Paola, i cosiddetti Paolotti, che costruirono qui il loro convento e vi rimasero fino all’arrivo delle truppe francesi nel 1779. Le carte del catasto pontificio di metà ottocento documentano la sopravvivenza solo della torre fatta costruire da Federico Barbarossa e delle mura del bastione. In epoca più recente, l’edificio fu sede del comando tedesco durante il secondo conflitto mondiale.
Per sognare a occhi aperti
Tornando ai giorni nostri, la villa (abitata fino a non molto tempo fa) attualmente è di proprietà di una società immobiliare e disponibile per la vendita per coloro che possono permettersi una dimora esclusiva in un luogo senza tempo. Agli altri non rimane che sognare ad occhi aperti.


