Romagna
Dalla Romagna a Zurigo con treno diretto
Il racconto di una vacanza con Eurocity: sette ore di viaggio senza scali
La Riviera non è mai stata così vicina alle Alpi.
Una vacanza tutta in treno
Da diverso tempo avevo messo nel mirino una vacanza tutta in treno, sfruttando le comode tratte che collegano la Romagna alla Svizzera, in particolare. Così, mi sono deciso a prenotare l’Eurocity che collega Rimini a Zurigo (in vigore dal 30 maggio al 5 ottobre). Il tutto senza scali. Certo, sette ore di viaggio sono tante, ma visti i tempi che corrono, con carburanti alle stelle, lo stress della guida nel periodo peggiore dell’anno, a cui vanno sommati i costi dell’autostrada, devo dire a posteriori che l’intuizione è stata giusta.
Le tappe italiane, tra pace e affollamento
Il biglietto, con partenza da Cesena, l’ho acquistato circa cinque mesi prima, sfruttando i giorni più accessibili in termini di prezzo. Partenza dunque programmata per le 10.15 di lunedì 10 agosto. Stazione affollata ma sul treno, puntualissimo e paragonabile dal punto di vista estetico al classico Frecciarossa, non salgono troppe persone. All’interno ci accoglie un fresco getto di aria condizionata. Regnano calma e silenzio. La prima parte della tratta tra Forlì-Faenza-Bologna passa in totale relax tra la campagna romagnola. Più movimentata, dopo le tappe di Modena, Reggio Emilia e Parma, risulta la fermata di Piacenza. Vero crocevia tra Lombardia-Toscana e Liguria. Tanti turisti stranieri e viaggiatori affollano il vagone, imbarcando trolley, valigie, buste e pacchetti regalo. Le lingue iniziano a confondersi tra dialetti e parole straniere. Le due soste a Milano rappresentano un altro importante snodo, fatto di un fitto via vai di passeggeri formati da coppie e tante famiglie, accompagnati dagli effetti personali. Da qui infatti, oltre ai collegamenti locali di Trenitalia, c’è la possibilità di seguire altre linee percorse dagli Eurocity, diretti a Ginevra, Basilea e anche una speciale con destinazione posta a Francoforte in Germania, che attraversa Friburgo, alle porte della Foresta Nera, Mannheim e Ringsheim.
Destinazione Svizzera
Con posti esauriti, sorpassiamo la stazione di Como, a poche centinaia di metri dal famoso lago. Il treno supera quindi il confine e arriva a Chiasso, la prima meta in Svizzera. La voce all’altoparlante annuncia la fermata oltre che in italiano anche in tedesco e inglese. Lungo il vagone le guardie di frontiera elvetiche, coadiuvate dalle Fiamme Gialle italiane, passano in rassegna i presenti posto per posto. Dai finestrini si scrutano i primi laghi fino ad arrivare a quello di Lugano. Il via vai si infittisce: c’è chi sale e chi scende con tutta la fretta del momento. Si riparte per Bellinzona, dal finestrino gli scorci si fanno sempre più preziosi tra boschi e specchi d’acqua. Penultima tappa quindi Lucerna, col suo Festival che avrebbe aperto da lì a pochi giorni, poi i piccoli paesi di Arth-Goldau e Zug spianano la strada alla Zurich Hauptbahnhof, la stazione centrale. Arrivo alle 17.29, appena due minuti di ritardo, con tanto di scuse della voce radio. Scendo dal treno della Sbb Cff Ffs e appare Zurigo: una città composta da un centro storico lungo il fiume che sfocia in uno dei laghi più grandi della nazione e quartieri moderni in cui spiccano alcuni grandi palazzi. La via principale è dedicata allo shopping con i marchi più famosi al mondo del lusso e dell’abbigliamento. La città è molto ben collegata dai tram e la bicicletta è un mezzo molto diffuso, seppure le temperature non fossero molto diverse da quelle torride dell’Italia.
Il ritorno
Il viaggio di ritorno è fissato per il giorno di Ferragosto: partenza alle 10.33 e arrivo a Cesena, stanco ma soddisfatto, nel tardo pomeriggio.
