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È morto ieri l’allenatore Lucescu, mister dei record
Il ct più anziano di sempre di una nazionale. In panchina fino alla scorsa settimana
Ha anche allenato l’Inter, con poca fortuna. Ha scoperto talenti. Tra questi, Andrea Pirlo
Ieri è morto a Bucarest in Romania, a 80 anni, uno degli allenatori più vincenti della storia del calcio: Mircea Lucescu. Nato il 29 luglio 1945 a Bucarest, nella sua carriera da calciatore ha ricoperto nel ruolo di attaccante. In 19 anni, dal 1963 al 1982, ha militato per tre squadre: Dinamo Bucarest (per due volte), Sportul Studențesc e Corvinul Hunedoara. Con la Dinamo Bucarest ha vinto sette trofei: sei campionati rumeni (1964, 1965, 1971, 1973, 1975 e 1977) e una Coppa di Romania nel 1968. In più ha vinto una Divizia B (il campionato di seconda divisione rumena) con il Corvinul Hunedoara nel 1980. Con la Romania ha disputato 64 match e realizzato nove reti.
Allenatore per 44 anni
La sua carriera di allenatore è durata 44 anni, dal 1982 fino a quest’anno. Ha guidato 14 formazioni: Corvinul Hunedoara, Romania (per due volte), Dinamo Bucarest, Pisa (formalmente come direttore tecnico), Brescia (sia come direttore tecnico formale sia come mister), Reggiana, Rapid Bucarest, Inter, Galatasaray, Beşiktaş, Shakhtar Donetsk, Zenit San Pietroburgo, Turchia e Dinamo Kiev. Con 37 trofei in bacheca, è il terzo allenatore più vincente della storia del calcio, preceduto dai 49 allori di sir Alex Ferguson e dai 41 (per ora) di Josep Guardiola.
Un palmares pieno di record
Lucescu ha vinto due campionati rumeni (con la Dinamo Bucarest nel 1990 e il Rapid Bucarest nel 1999), tre Coppe di Romania (con la Dinamo Bucarest nel biennio 1986-1990 e con il Rapid Bucarest nel 1998), una Supercoppa rumena (con il Rapid Bucarest nel 1999), un campionato di serie B italiana (con il Brescia nel 1992), una Coppa Anglo-Italiana (con il Brescia nel 1994), due campionati turchi (con il Galatasaray nel 2002 e il Beşiktaş nel 2003), una Supercoppa europea (con il Galatasaray nel 2000), nove campionati ucraini (con lo Shakhtar Donetsk nell’ottennio 2005-2006-2008-2010-2011-2012-2013-2014 e con la Dinamo Kiev nel 2021), sette Coppe di Ucraina ( con lo Shakhtar Donetsk nel sessennio 2004-2008-2011-2012-2013-2016 e con la Dinamo Kiev nel 2021), otto Supercoppe ucraine (con lo Shakhtar Donetsk nel settennio 2005-2008-2010-2012-2013-2014-2015 e con la Dinamo Kiev nel 2020), una Coppa Uefa (con lo Shakhtar Donetsk nel 2009) e una Supercoppa russa (con lo Zenit San Pietroburgo nel 2016).
Scoperti molti talenti
Durante la sua carriera, ha scoperto molti talenti, tra i quali Diego Simeone (al Pisa) e Andrea Pirlo (al Brescia). È detentore di due record in Champions League: è il quinto tecnico ad aver collezionato almeno 100 partite (dopo Alex Ferguson, Carlo Ancelotti, Arsène Wenger e José Mourinho) e quello più anziano (a 75 anni). Degna di nota, ma non molto fortunata la sua esperienza nell’Inter. Alla guida della Beneamata, Lucescu è subentrato a Luigi “Gigi” Simoni. È stato in carica per quattro mesi (da dicembre 1998 a marzo 1999), ha allenato i nerazzurri per 22 partite (15 in serie A, quattro in Coppa Italia e tre in Champions League), con questo bilancio: sette vittorie, cinque pareggi e 10 sconfitte. Si dimise dopo Sampdoria-Inter 4-0 del 21 marzo 1999, partita della famosa tripletta di Vincenzo Montella.
Il ct più anziano di sempre di una nazionale
Proprio l’attuale ct della Turchia, Montella, è protagonista di un altro capitolo della carriera di Mircea Lucescu, l’ultimo. Lo scorso 26 marzo, si è disputata la semifinale del Percorso C dei play-off di qualificazione ai prossimi Mondiali tra la Turchia di Montella e la Romania di Lucescu. Poche ore prima della partita, il ct rumeno è stato ricoverato per un malore all’ospedale di Bucarest. Nonostante le condizioni di salute già precarie, Lucescu ha scelto di sedersi in panchina lo stesso. La sua commuovente passione per il calcio non è stata premiata, in quanto la sua formazione ha perso 1-0. Nonostante lo spiacevole risultato sul campo, Mircea Lucescu ha avuto modo, anche in questa ultima sua partita, di stabilire un record: a 80 anni, è divenuto il ct più anziano a essersi seduto sulla panchina di una nazionale.