Enrico Castagnoli: “Rilanciare la questione denatalità”

"Ho consapevolezza - scrive il consigliere comunale di Fratelli d'Italia - che tutto derivi da una crisi culturale e antropologica"

Giornata per la vita. Una foto d'archivio
Giornata per la vita. Una foto d'archivio

A Cesena in cinque anni persi 153 nuovi nati

Di seguito pubblichiamo una lettera che il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Enrico Castagnoli, ha inviato poco fa al nostro direttore, Francesco Zanotti. Castagnoli pone con forza all’attenzione di tutti, anche dopo l’incontro di qualche sera fa (cfr pezzo al link qui sotto) tra il vescovo di Cesena-Sarsina, l’arcivescovo Antonio Giuseppe Caiazzo, e quanti sono impegnati in campo sociale e politico nel nostro territorio.

Intervengo alla vigilia della Giornata per la vita

Caro direttore, intervengo sul tema dell’inverno demografico, alla vigilia della 48^ Giornata per la vita e con in mano i dati sulla natalità a Cesena. In città si certificano 471 nuovi nati nel 2025, con una differenza di 44 nascite in meno rispetto al 2024. Confrontando i soli ultimi cinque anni, la profondità del dato emerge ancor più lampante. Dal 2020 ad oggi abbiamo perso nel territorio comunale 153 nuovi nati (una media di 30 nascite in meno annue): in pratica un’intera sezione di scuola dell’infanzia all’anno o se vogliamo due classi della scuola primaria. Potremmo quasi affermare che il dimensionamento scolastico, di cui in questi giorni tanto si sta parlando, già esiste nei fatti da anni, certificato dalla mancanza di nuovi nati e di conseguenza di futuri studenti e studentesse.

Chiuse due sezioni dell’infanzia

A Cesena si pensi, solo a mo’ di esempio, alle recenti chiusure di due sezioni di scuola dell’infanzia: a Case Castagnoli e a Porta Fiume. L’evidenza del gelo demografico dunque è ben nota, ma di questo si fatica a parlare con franchezza, soprattutto quando si tenta di risalire alle cause (molteplici), per poi cercarne soluzioni (complesse). Un aspetto che ho sollevato anche nell’incontro del 13 gennaio scorso tra l’arcivescovo monsignor Caiazzo e gli operatori politici e sociali: su quale tema sarebbe auspicabile creare convergenze politiche? Questo è stato l’invito rivolto a noi amministratori, che personalmente ho raccolto per rilanciare la questione della denatalità, nella consapevolezza che, ancor prima che da fattori economici, tutto abbia origine da una crisi culturale e antropologica.

Lo sforzo economico non genera l’attesa inversione di tendenza

Una evidenza apparsa ancor più chiara, a seguito dell’ultimo convegno promosso dall’amministrazione comunale lo scorso fine giugno, dal titolo “Politiche familiari e rete territoriale”. Dopo la lunga carrellata di buone prassi, dalla bonus card agli assegni familiari (con qualche stilettata all’iniquità dello strumento dell’Isee), dai congedi parentali ai maggior servizi territoriali, per ammissione degli stessi relatori si è riconosciuto come lo sforzo dell’investimento economico non generi quella auspicata inversione di rotta. Emilia-Romagna e Cesena comprese. Anche la politica su questo manca spesso del necessario coraggio.

Ci vuole una nuova alleanza che rompa gli indugi

Di questo passo la conseguenza inevitabile, sarà una effettiva inefficacia nel lungo periodo degli investimenti fatti sulla scuola, a partire dalle risorse del Pnrr, fino ad arrivare ai contributi regionali, da sostenere poi con risorse comunali, per l’apertura di nuove sezioni di nido. Occorre una nuova alleanza culturale che rompa indugi e tabù di narrazioni ideologiche che hanno portato, anche nel nostro territorio, a screditare la promozione e la protezione della vita nascente come qualcosa da cui affrancarsi: non può passare inosservato il dato che, secondo la reportistica ufficiale della Regione, nel solo ospedale Bufalini nel 2024 le IVG siano state ben 256, il dato più alto di tutti i capoluoghi romagnoli. Quanto è stato fatto per favorire la piena applicazione della legge 194, in tutto il suo corpo normativo, compresa la tutela della vita nascente e l’eliminazione delle cause che portano una donna, spesso lasciata sola, a scegliere l’aborto?

Investire per comunicare il valore della vita e della famiglia

È necessario inoltre investire per comunicare la preziosità del dono della vita, della famiglia, della maternità e della paternità alle nuove generazioni, come un bene per tutta la società. Alla vigilia della prossima giornata la vita resta pressante la domanda: quale sguardo sul futuro e sulla vita vogliamo coltivare? Su tutto questo vorrei poter lavorare di più, sapendo di non essere da solo.

Enrico Castagnoli – consigliere comunale Fratelli d’Italia – Cesena