Valle Savio
Festa a Pereto di Verghereto
Sabato 8 agosto si celebra San Sisto
Grande festa per la comunità di Pereto Buio di Verghereto, piccola frazione ubicata appena sopra il fiume Para, che celebra la festa del patrono San Sisto Papa, sabato 8 agosto.
Alle 10,30 di sabato sarà celebrata la messa solenne celebrata da diversi sacerdoti, e animata all’organo da don Daniele Bosi, come succede ogni anno dal 1996 (quando aveva appena 11 anni).
Dopo la messa i parrocchiani, una ventina, prepareranno un pranzo insieme attorno alla chiesa, una tradizione antica ripresa all’ insegna della semplicità amica del vero.
Le origini di Pereto
Il nome “Pereto” ha diverse origini e accompagnato da diversi toponimi: Pereto buio, Pereto Boio, con vari significati: Pereto dove batte poco il sole perché incastonato nelle montagne; o Pereto Boio cioè dei Galli Boi; oppure Pereto di Castel Priore.
La parrocchia di Pereto è menzionata già nel 1027 in documenti a noi pervenuti. Guardando ai diplomi di protettorato del 1021 di Corrado III e di Federico II del 1120, si riscontra che è soggetta al dominio temporale della Contea di Bobbio, subendo le vicende politiche delle parrocchie limitrofe. Quindi anche il dominio dei faggiolani prima, della Repubblica Fiorentina poi, del Granduca di Etruria Cosma III in seguito, finchè nel 1860 si inaugura il Governo d’Italia.
I terreni di Pereto, in antico, appartenevano ai monaci Camaldolesi. Stando alle memorie degli annali camaldolesi del 1197, detti terreni erano stati donati ai ricordati religiosi dal celebre Riniero, ricordato da Dante, padre del famoso Uguccione della Faggiuola. Questo gesto getta un po’ di luce sulle ombre che la storia ha posto su questo personaggio.
Per invitare i sacerdoti alle feste e alle ufficiature funebri, c’era un cosiddetto “ordine” da rispettare, in base al numero di sacerdoti che si voleva avere e alla disponibilità degli stessi. Bisognava chiamare per primo il Parroco di Corneto, per secondo il parroco di Fragheto, per terzo il parroco di Rivolpaio, per quarto quello di Massa, per ultimo quello di Pagno. Questo ordine rimase in vigore fino a quando non divenne vicariato la Pieve di San Martino in Appozzo.
Durante la visita Pastorale del 1592 esisteva in parrocchia un’altra chiesa, dedicata a San Marino, poi crollata e demolita totalmente.
Nel 1686 viene fatta una ricognizione delle ossa di Beata Agnese, conservate in una antichissima cassa in pietra posta sotto l’altar maggiore, dal vescovo di Sarsina Brauzio da Ragusa. Qui viene messa ad Agnese una corona, come patrizia sarsinate. Altra ricognizione venne fatta mentre la Parrocchia, nella seconda metà dell’Ottocento, apparteneva alla Diocesi di Modigliana.
Proprio 60 fa in questa occasione e cioè la festa di San Sisto, monsignor Carlo Bandini compì l’ultima ricognizione delle spoglie e don Vittorio Quercioli, parroco fino al 2019, mi diceva che in quell’occasione l’ufficiale Sanitario le attribuì a quelle di una ragazzina di 16 anni.
La ricognizione del 1966
Ecco la relazione dell’ultima ricognizione, scritta a macchina sul momento e firmata dai presenti.
“Il giorno 6 agosto 1966, festa di San Sisto Titolare della Parrocchia, si è proceduto alla ricognizione delle Reliquie della B. Agnese, depositata in un’urna di pietra situata a vista sotto la mensa dell’Altar Maggiore. Alle ore 11 del suddetto giorno sono convenuti nella detta Chiesa il Vescovo di Sarsina Mons. Carlo Bandini, il parroco di Pereto don Giovanni Babbini, il can. Temistocle Salvi arciprete di Balze e Vicario Foraneo e altri sacerdoti. È presente inoltre l’ufficiale Sanitorio dott. Renzo Sirotti e molti fedeli della parrocchia. Dopo una breve preghiera è stata rimossa l’Urna dal suo loculo e si è subito riscontrato che la lastra di chiusura era movibile, non saldata all’urna e appena trattenuta con una fettuccia molto consumata e munita dei sigilli di S.E.Mons Giannotti, Vescovo di Modigliana, dalla cui Diocesi dipendeva Pereto all’ultima ricognizione, di cui però non si conosce la data esatta. Rimossa la lastra superiore, si è riscontrato che l’urna era mancante della sotto-lastra di chiusura, la cui originaria esistenza è comprovata dal battente inciso nella parte superiore dell’urna e dagli avanzi di sigilli in ceralacca ai bordi del battente stesso. Il corpo della Beata è stato trovato composto di numerose parti, compreso il teschio. Tutte le ossa sono state allineate sull’Altare e man mano che veniva vuotata l’urna, diversi piccoli frammenti sono stati accumulati in piccolo sacchetto. Nell’urna è stato pure trovato un pezzo di stoffa, che pare avvolgesse le ossa. Il tutto è stato sistemato nella nuova urna con la parete anteriore a vetro e le rimanenti pareti ricoperte di seta rossa. Si è quindi chiusa questa piccola urna con coperchio a stagno e quindi legata intorno con nastro rosso e sigillata a ceralacca col timbro del Vescovo di Sarsina. Infine questa nuova urna è stata calata nel primitivo sarcofago chiuso da coperchio, legato con nastro fermato a ceralacca col sigillo del Vescovo. Copia di questo atto, oltre che depositato nell’urna della Beata Agnese, è conservato nell’archivio della Curia Vescovile e nella Parrocchia di Pereto. Letto, approvato e sottoscritto dai presenti alla cerimonia. Pereto 6 agosto 1966”. Seguono le firme di Mons. Bandini, don Temistocle Salvi di Balze, Don Berardo Casini di Capanne, don Vittorio Quercioli di Corneto, don Reali Germano di Sorbano, don Augusto Taccioli di Donicilio, Don Vicinio Caminati di Sarsina, don Vittorio Morosi di San Martino, don Giovanni Babini di Pereto”. Ora questi sacerdoti sono tutti deceduti.
Un mondo che si è fermato
Interessanti le 3 campane antiche, una delle quali è rotta dal almeno un secolo.
Ultimo parroco residente fu don Giovanni Babini, originario di Monteriolo, che rimase in parrocchia oltre cinquant’anni, cioè dal 1925 al 1975; poi la parrocchia venne affidata al parroco di Corneto, che la seguì fino alla morte avvenuta nel 2019. In questi anni la chiesa di Pereto e la canonica, sono state tenute sempre efficienti e ben ordinate, proprio grazie anche al lavoro diretto del parroco don Vittorio.
Pereto nel 1551 conta 177 abitanti, 166 nel 1840, circa 300 nel dopoguerra fino agli attuali 20. Qui a Pereto il mondo si è fermato e si respira un’aria che sa di antico, si assaporano gusti ormai dimenticati da secoli; si percepisce di essere ancora dentro ad un’epoca remota che ancora vive, come un lumicino, tra le gole di queste montagne.