Figli, bene comune. La proposta di una legge sulla natalità

Lanciata una petizione, obiettivo: 10mila firme entro ottobre. Una iniziativa bipartisan guidata dalle consigliere regionali Elena Ugolini e Ludovica Ferrari. "Servono politiche familiari"

Foto archivio Siciliani-Gennari/AgenSir

Le associazioni familiari spingono sull’acceleratore

“Natalità bene comune”: la campagna

«L’Emilia-Romagna è una delle poche regioni senza una legge per la famiglia». Ma potrebbe essere la prima ad averne una sulla natalità. Su questo sta lavorando un intergruppo bipartisan, guidata dalle consigliere regionali Elena Ugolini e Ludovica Ferrari. Intanto il Forum delle associazioni familiari cerca di spingere sull’acceleratore per indurre l’assemblea legislativa a mantenere le promesse e arrivare ad approvarla entro il 31 dicembre. Lo scorso 7 settembre è stata lanciata la campagna “Natalità bene comune” e, con essa, una raccolta firme per una «legge organica sulla natalità e sul sostegno alle famiglie». L’obiettivo è raggiungere le 10mila firme entro ottobre. Al link, l’articolo con le informazioni dove poter firmare.

«Come Forum – spiega il presidente nazionale delle famiglie numerose, Alfredo Caltabiano – abbiamo presentato la nostra proposta a Elena Ugolini e al presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale quando erano candidati alla presidenza della Regione, ed entrambi hanno avuto un approccio favorevole».

Quattro i punti salienti del Forum

Da qualche mese è attivo un intergruppo che riunisce 36 consiglieri su 52 per discutere del tema. Qual è la proposta del Forum? Anzitutto niente bonus o misure una tantum. «I punti salienti sono quattro – dice Caltabiano – e corrispondono alle fasi della vita di una famiglia. Il primo prevede una serie di strumenti per le giovani coppie: agevolazioni sulla casa, e la conciliazione dei tempi casa-lavoro. Poi una serie di servizi, sempre più necessari alla nascita del primo figlio: dalla scuola in avanti. Infine altre misure di carattere economico per supportare le famiglie alla nascita del secondo figlio. Chiediamo alla Regione di proporre l’adesione al Network dei Comuni amici della famiglia».

Il sostegno di 47 associazioni

Sui lavori di questo intergruppo abbiamo raggiunto al telefono la consigliera Elena Ugolini. «Si tratta di un lavoro avviato subito dopo la prima riunione della nuova assemblea legislativa regionale. Ho chiesto al presidente de Pascale di poter lavorare assieme sul contrasto alla denatalità e il sostegno ai genitori. Hanno aderito 36 consiglieri e da un anno lavoriamo con l’assessore Isabella Conti» che ha tra le sue deleghe le politiche per la natalità. Un impegno trasversale che vede in campo, a lunedì scorso, 47 associazioni a sostegno della petizione popolare “Natalità bene comune” con la quale viene chiesta una legge regionale. «In questo modo si mobilita la società civile – aggiunge la Ugolini – visto che si fa qualcosa di concreto per aiutare le famiglie. Non si fanno i figli solo perché non ci sono i soldi, è evidente, ma abbiamo il dovere di aiutare i genitori che compiono questa scelta».

In Regione l’indice di natalità è di 1,15 figli per donna. Poco sopra la media nazionale

In Emilia-Romagna l’indice di natalità è all’1,15 figli per donna, poco sopra la media nazionale: quello che sta avvenando qui potrà essere un lavoratorio per altri territori.

Cosa può diventare realtà subito o quando si raggiungeranno le firme necessarie? Nella bozza di legge elettorale in discussione, prevede Caltabiano, «i primi due punti sono stati discussi nell’intergruppo. Anche la gratuità dei servizi per l’infanzia da 0 a 6 anni può essere un risultato a portata di mano. Questo è un tema neutro: è oggettivo che servano politiche familiari». Il problema è come finanziarle e farle diventare realtà.