Cesena
Funerale di Elisa Migani. Un paese intero in chiesa. Il parroco: “Oggi mi fai fare una bella fatica, ma quel tuo sorriso qui c’è sempre stato”
A Martorano oggi pomeriggio si sono svolte le esequie della donna di 48 anni deceduta due giorni fa. Tantissimi gli scout. "Abbracciamo, Dio dell'eternità", è stato cantato all'inizio della Messa. "Alla sera della vita, ciò che conta è essere amati", il ricordo del nipote Michele
Il santuario del Sacro cuore non è stato sufficiente a contenere le tantissime persone che hanno voluto fare sentire tutto l’affetto al marito Matteo Buratti, ai figli, ai familiari, ai parenti e agli amici. Don Andrea Budelacci ha presieduto l’Eucaristia, con non poca commozione
Alla sera della vita ciò che conta è essere amati
Un paese intero in chiesa. Lo si è visto oggi pomeriggio, a Martorano, per i funerali di Elisa Migani, la madre di famiglia morta due giorni fa a 48 anni (cfr notizia al link qui sotto). La gente, ben oltre 500 le persone presenti, ha voluto fare sentire tutto l’affetto al marito Matteo Buratti, ai figli Luca e Anna, ai familiari, ai parenti e agli amici per la morte di Elisa che se ne è andata troppo presto. Con lei se ne è andato il suo sorriso ricordato da tutti. Qualche anno fa, di un male simile, è morto il fratello di Elisa, Enrico, ricordato più volte nell’Eucaristia. Il figlio di Enrico, Michele, al termine della Messa ha voluto ricordare la zia, con una frase da lei ripresa: “Alla sera della vita – ha detto il giovane – ciò che conta è essere amati”.
Abbracciami, Dio dell’eternità, recita il canto del coro scout
In chiesa sono tantissimi gli scout. Anche il coro è il loro. Il canto iniziale dà subito la dimensione del dolore e della speranza che abita nei cuori di quanti hanno deciso di esserci. “Abbracciami, Dio dell’eternità”, si sente cantare. “Ci stringiamo all’altare del Signore Gesù – dice il parroco don Andrea Budelacci in avvio di Messa – per vivere questo incontro di Elisa con il Padre che la abbraccia e la accoglie”. Con don Andrea concelebrano alcuni sacerdoti, tra cui don Enrico Venturi e don Fiorenzo Castorri, e sull’altare ci sono anche i diaconi Rino Berlini e Massimiliano Turci.
Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla
Dalla prima lettura, tratta dalla lettera di san Paolo ai Romani, si ascolta: “Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Né morte né vita…”. Il salmo rilancia: il Signore è il mio pastore, non manco di nulla e dal Vangelo di san Giovanni ci si sente dire che anche Gesù non è venuto per fare la sua volontà, ma quella di Colui che lo ha mandato.
È il segreto della vita, un passo alla volta. Quel tuo sorriso, qui, c’è sempre stato
Le parole sono forti, danno speranza, ma il dolore della separazione rimane forte. E lo è anche per don Andrea che fatica nel prendere la parola, all’omelia. Dice con un filo di voce: “È un momento di forte emozione. Ciao Elisa. Oggi mi fai fare proprio una bella fatica. Eri stanca quando ci siamo incontrati, però quel sorriso che si vede ancora adesso in te c’è sempre stato. Tutte le volte che ti ho visto qui: c’è sempre stato”. Don Andrea va ai ricordi. Elisa gli diceva: “Se hai bisogno ci sono. Non fare tutto da solo”. Poi aggiunge: “Lei diceva: per fare le scale mi devo fermare. Oggi, noi qui, cogliamo questo insegnamento. Le dobbiamo dire grazie perché ha fatto un passo alla volta. E si va avanti. È il segreto della vita. Viviamo solo nel presente. Il momento presente è il luogo in cui possiamo incontrarci con Dio, là dove Dio ci aspetta”.
Il dono di una vita che non finisce. Ci mancherà, ma abbiamo una speranza più grande
Prosegue il sacerdote. “Adesso non riesco a non pensarla in un momento di pace – dice – di pienezza e di gioia. Qualcuno si chiede se sia col fratello. Io sono certo: sono già insieme. Noi abbiamo una speranza più grande: sono insieme. Una speranza che non toglie l’immenso dolore, ma ci permette di riempire il vuoto con la pienezza di Dio. Elisa ci mancherà, di certo, ma non posso non pensare a Elisa come a una persona innamorata della vita. Adesso ha il dono di una vita che non finisce”.
Dio non toglie nulla, dona
Insiste don Andrea, per cercare di fare comprendere il grande dono che la fede può fare arrivare a ciascuno. Elisa “adesso vede ciò in cui ha sperato. Il Signore è qui, come Elisa, come Enrico, in quella pienezza di vita che vogliamo sentire anche nostra. È un Dio, quello in cui crediamo, che dona e non toglie. Abbiamo la certezza di un rapporto d’amore con Dio capace di superare tutto. Se siamo capaci di dare il nostro sì, saremo in grado di superare tutti i nostri se. Il rischio, altrimenti, è di perdere un appuntamento. Se gli diciamo di sì, sentiamo il suo abbraccio. Il Signore ci viene sempre incontro”.
Il seme gettato in terra muore e scompare, ma poi fiorisce
In chiesa la commozione è palpabile. Molte lacrime solcano i volti, composti. Don Andrea sa trovare le parole adeguate, pur nel dolore che lo accompagna. “Il seme gettato in terra muore e scompare – dice con non poca fatica – ma poi fiorisce. Il suo è un esempio, una luce che può farci vedere quell’oltre che il Signore prepara per noi”.
Le amiche di Elisa: non volevi né fiori né discorsi, e invece…
Al termine della Messa ha preso la parola un’amica di Elisa. “Eccoci qui a farti arrabbiare. Tu non volevi né fiori né discorsi. E invece… Oggi possiamo dire che siamo abbastanza mature per sapere che quello che abbiamo vissuto assieme non possiamo perderlo. Grazie per aver percorso con noi questo pezzetto di strada. Ora di certo tu sorridi. Fai buon viaggio e salutaci Enrico”.
I compagni di classe: siamo qui
Siamo e saremo qui, dice un compagno di classe di Luca, a nome di tutti, all’Itt “Blaise Pascal” di Cesena. “Non permetteremo che tu porti da solo questo dolore immenso. Come diceva papa Francesco, non ci si salva da soli. Siamo orgogliosi di te. Ti aspettiamo per una colazione assieme”.