Rubicone
Gatteo, in tanti alla festa di San Lorenzo. Il vescovo Caiazzo: “La Chiesa non si adatta ai tempi”
L'annuncio che la visita pastorale partirà il 10 gennaio prossimo da Gatteo. Piazza Vesi stracolma per il concerto di Filippo Graziani con Eugenio Finardi. Le foto
Ogni anno la festa del patrono San Lorenzo richiama tantissime persone a Gatteo.
Lavori e visita pastorale: gli annunci del parroco
L’arcivescovo Antonio Giuseppe Caiazzo ieri sera ha presieduto la Messa solenne sul sagrato della chiesa parrocchiale. Con lui all’altare il parroco don Marco Muratori, il sacerdote dell’istituto “Don Ghinelli” don Selva Antony Cruz e don Silvano Ridolfi, decano dei preti della diocesi, di cui sono stati ricordati i 75 anni di sacerdozio. Fra i presenti, il sindaco Roberto Pari con l’assessore Gianluca Vincenzi. Durante la celebrazione, il parroco ha annunciato che la prima visita pastorale del vescovo Caiazzo partirà proprio da Gatteo il 10 gennaio prossimo e, nell’occasione, sarà inaugurata la nuova Caritas di Gatteo e Sant’Angelo. A settembre, ha detto, partiranno anche i lavori di restauro della chiesa parrocchiale di Gatteo con fondi 8xmille alla Chiesa cattolica, mentre un finanziamento statale (8xmille dell’Irpef) è destinato alla ristrutturazione dell’ex canonica.

La citazione di Guccini
Partendo dall’esempio di san Lorenzo, diacono e martire, il presule nell’omelia ha sottolineato che “oggi non è facile rendere testimonianza a Gesù Cristo, professare la fede, vivere il Vangelo”, perché “spesso ci sentiamo dire che sono cose passate, vecchie, che i tempi sono cambiati, che la Chiesa si deve adattare“. Secondo monsignor Caiazzo, invece, “la Chiesa deve rendere sempre vivo e presente il Cristo che viene annunciato con il Vangelo, perché la parola di Cristo è la stessa ieri, oggi e sempre e non cambia in base ai tempi o in base alle esigenze“.
Nel mondo di oggi, ha sottolineato il vescovo, “Dio non abita più nel cuore dell’uomo: non perché Dio abbia deciso di non abitare, ma perché è l’uomo che ha deciso di dire che Dio non c’è”. Da qui il riferimento esplicito alla canzone del compianto Francesco Guccini, “Dio è morto”: “Dio è morto in tutta una serie di situazioni sbagliate della vita”, ma può risorgere nelle azioni quotidiane di giustizia e solidarietà. Da qui un invito a essere portatori di pace e solidarietà nella società attuale. “Il Signore si può servire anche di chi non è credente per darci un insegnamento di vita”, il commento sul cantautore emiliano morto il 6 agosto scorso.

Tempo di martiri
Tornando al santo patrono di Gatteo, monsignor Caiazzo, prima del Padre nostro, ha sottolineato che “mai come ai nostri giorni si contano tanti martiri, nemmeno agli albori della Chiesa”, contandone “40 milioni nell’ultimo secolo” e “150mila uccisi ogni anno solo perché cristiani”. Il loro sangue, tuttavia, “fa germogliare la Chiesa, le dà l’energia vitale e rende viva la speranza”.
Concerto e fuochi
Quella di San Lorenzo è una festa molto sentita in tutto il territorio. Stracolma di gente piazza Vesi per il concerto, organizzato dall’Amministrazione comunale, di Filippo Graziani, ricordando gli 80 anni del padre Ivan. Un progetto partito da Teramo e premiato con la Targa Tenco. Durante la serata, con il coinvolgimento del pubblico, sono stati proposti i più grandi successi del cantautore morto nel 1997 a soli 51 anni, tra cui “Lugano addio” e “Agnese”, assieme ad alcuni brani meno noti. Alla batteria, l’altro figlio Tommy Graziani. Non è mancata un’incursione di Eugenio Finardi, che ha cantato alcune canzoni tra cui il suo grande successo “Extraterrestre” e ha raccontato della sua lunga amicizia con Ivan Graziani: “Cantava nei locali brani a richiesta, di tavolo in tavolo. Io ero più piccolo e avevo 19 anni. Mi chiese una mano per i brani blues, dandomi metà del suo compenso. Era un vero amico“. Al termine del concerto, i tanti si sono spostati in maniera ordinata in via don Ghinelli per assistere, con il naso all’insù, ai tradizionali fuochi d’artificio che hanno chiuso la festa.


