Gita a Trieste, quando la didattica esce dai libri

La lettera di Michele Fratellanza per conto dei genitori delle classi 3A e 3B dell’Istituto comprensivo di Longiano

La partenza in autobus da Longiano

Pubblichiamo di seguito il contributo di un rappresentante dei genitori dell’Istituto comprensivo di Longiano in merito a una gita scolastica a Trieste.

Caro direttore,

all’alba di ieri, venerdì 15 maggio, tra luci ancora accese, zaini sulle spalle e qualche occhio ancora assonnato, è iniziato il viaggio d’istruzione delle classi 3A e 3B dell’Istituto comprensivo di Longiano verso Trieste: due giorni dedicati alla storia, alla memoria e alla crescita condivisa.

Più che una semplice gita, questo viaggio racconta il valore di una scuola che costruisce esperienze educative attraverso confronto, ascolto e scelte condivise. Dietro ogni partenza c’è un lavoro fatto di relazioni: tra docenti, rappresentanti e famiglie, in un percorso che accompagna i ragazzi dentro e fuori dall’aula. La scelta di vivere l’esperienza senza smartphone, condivisa con le famiglie e accompagnata dalla presenza dei docenti, non nasce dall’idea di allontanare i ragazzi dalla realtà. Al contrario, vuole aiutarli a starci dentro con più presenza: guardare, ascoltare, parlare, camminare insieme, senza lasciare nessuno ai margini.

Il percorso tocca luoghi simbolo della Seconda guerra mondiale, già affrontati in classe, che ora diventano esperienza concreta. La didattica esce dai libri e incontra i luoghi, le domande, le emozioni e la memoria. Questo viaggio è anche il segno di un rapporto solido tra scuola e famiglie: un’alleanza educativa che mette al centro i ragazzi, la loro crescita, la socialità e il valore dello stare insieme. Perché una scuola cresce davvero quando istruzione, relazione e territorio riescono a camminare insieme. E quando gli adulti sanno fare rete, i ragazzi imparano qualcosa che nessun libro, da solo, può insegnare.

Michele Fratellanza