Gita a Viterbo e a Bagnoregio per la parrocchia di San Carlo

Sulle orme del santo di Assisi, accompagnati da fra Francesco Maria, originario della stessa parrocchia cesenate

Bagnoregio. Foto di gruppo per la comunità di San Carlo (Cesena) in gita a Viterbo da fra Francesco Maria, originario della stessa parrocchia
Bagnoregio. Foto di gruppo per la comunità di San Carlo (Cesena) in gita a Viterbo da fra Francesco Maria, originario della stessa parrocchia

Martedì 2 giugno, una giornata che resterà nella memoria della comunità. Una lettera in redazione

In compagnia di fra Francesco Maria

Caro direttore, martedì 2 giugno una rappresentanza della parrocchia di San Carlo di Cesena insieme al parroco don Giovanni Savini e a diverse altre persone provenienti da comunità vicine aggregatesi a quella sancarlese (49 persone in tutto) si è recata in pellegrinaggio vocazionale presso i frati cappuccini di Viterbo per un saluto a fra Francesco Maria, un giovane ragazzo di San Carlo di Cesena. Fra Francesco Maria sta vivendo il periodo di post-noviziato, dopo aver reso l’anno scorso nella città di Tortona la sua professione religiosa (proprio mentre a Roma era in corso il giubileo dei giovani).

La visita al monastero di San Bernardino

Fra Francesco Maria insieme a frate Andrea (confratello più avanti nel percorso formativo verso il sacerdozio) ci ha accompagnati alla scoperta delle meraviglie storiche e artistiche della città, raccontandone la storia e le tradizioni: particolarmente significativa è risultata la visita al monastero di San Bernardino, dove vive una comunità di monache clarisse che custodisce con fedeltà la spiritualità francescana.

Secondo la vita di santa Chiara d’Assisi

Le religiose, animate dalla centralità della Parola di Dio, scandiscono le loro giornate tra preghiera e lavoro secondo la rigorosa regola di povertà, semplicità e distacco voluta da santa Chiara d’Assisi. Qui una di loro ha accolto il gruppo con grande cordialità guidandolo alla scoperta di santa Giacinta (al secolo Clarice Marescotti), la santa nata nel 1585 e morta a 55 anni, le cui spoglie sono conservate in una teca all’ingresso del convento, instancabile artefice di opere caritative a Viterbo e molto nota e venerata. Anche oggi rappresenta un fulgido esempio di vita per le clarisse e la Chiesa stessa.

La testimonianza di fra Francesco Maria

Dopo aver visitato la Cattedrale di San Lorenzo in Viterbo, ci siamo recati presso il Convento dei Frati Cappuccini dove don Giovanni ha celebrato la messa e fra Francesco Maria ha reso la sua testimonianza di convertito. Dopo lunghi anni di ricerca  e scelte non corrispondenti a ciò che il suo cuore desiderava (“cucire la propria vita a quella di Cristo”) è risultata cruciale l’esperienza vissuta a Medjugorje dove, dopo la confessione, partecipando per la prima volta all’adorazione eucaristica, la grazia lo ha raggiunto in maniera inattesa e travolgente facendolo piangere fino a quando, libero dalle schiavitù di una vita scialba e vissuta per se stesso, ha compreso come senza Dio nulla avrebbe potuto dare un significato autentico alla sua esistenza.

L’incontro con padre Carmine

Abbiamo poi consumato un pasto fraterno con gli accompagnatori i quali hanno gustato la buona piadina romagnola e qualche bicchiere di buon Sangiovese offerto a tutti da don Giovanni: a tale semplice pasto è intervenuto anche padre Carmine, maestro dei post-novizi per un saluto ai pellegrini.

L’incontro a Bagnoregio

Nel pomeriggio, a chiusura dell’anno francescano vissuto dalla comunità, volendo visitare il luogo che ha dato i natali a san Bonaventura, biografo fra i primissimi prosecutori del carisma di Francesco, il gruppo si è diretto verso Bagnoregio, in provincia di Viterbo, dove ha incontrato Michele Mancini, avvocato e membro dell’Ordine Francescano secolare, nato proprio in questi luoghi. Con competenza e passione, Michele ha guidato ci ha guidati all’interno del piccolo centro, attraverso un lungo ponte che conduce al borgo, quasi sospeso nel vuoto sopra la valle. L’emozione di attraversare quel passaggio è stata grande per tutti: davanti ai nostri occhi si è aperto uno dei luoghi più suggestivi d’Italia, duramente segnato da frane, terremoti e vicende belliche, capace di rinascere e di attirare oggi visitatori provenienti da ogni parte del mondo.

I canti nel viaggio di ritorno

Sulla strada del ritorno la stanchezza ha lasciato spazio all’allegria. Abbiamo goduto dei canti improvvisati convenendo, all’arrivo, che quel pellegrinaggio si era trasformato in un’esperienza spirituale profonda e in un evento destinato a rimanere nel cuore di ciascuno. 

G.M. – parrocchia di San Carlo di Cesena