Il Papa: attenzione ai “ladri” che alimentano il male e rubano il futuro di pace

Al Regina Caeli Leone XIV indica Cristo come il Buon Pastore che conosce le sue pecore e mette in guardia da quanti invece entrano nel recinto del cuore per rubare la vita e oltraggiare la dignità. Sono anche idee, pregiudizi, stili di vita improntati al consumismo e all’egoismo. "Ladro" anche chi saccheggia le risorse della terra e combatte guerre sanguinose

Foto Vatican Media
Foto Vatican Media

La figura del Buon Pastore al centro del Regina Caeli di Papa Leone XIV, questa mattina, in Piazza San Pietro. Il Papa ha commentato il Vangelo di Giovanninel quale Gesù paragona sé stesso a un pastore e poi alla “porta dell’ovile” che conduce alla vita piena e alla salvezza. 

Il Regina Caeli dopo la Messa con l’ordinazione di 10 sacerdoti

Sono tanti, a volte manifesti, altre volte subdoli, i ladri che entrano nel recinto del cuore umano per rubare, uccidere e distruggere. Sottraggono con l’inganno la gioia, la libertà, feriscono la dignità, ci inducono a compiere scelte sbagliate, rubano il futuro con guerre sanguinose e attacchi predatori alla terra. Dalla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico, dopo aver ordinato dieci nuovi sacerdoti durante la Messa in San Pietro, Leone XIV commenta il Vangelo di Giovanni nel quale Gesù paragona sé stesso a un pastore e poi alla “porta dell’ovile” che conduce alla vita piena e alla salvezza. 

LEGGI QUI IL TESTO DELLA CATECHESI DEL PAPA AL REGINA CAELI

Una felicità piena e duratura

“Chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante”. Cristo invece, dice il Pontefice, è legato a noi da una relazione di amicizia, ci conosce, ci chiama per nome e come il buon Pastore fa con le sue pecore, ci viene a cercare quando ci perdiamo, fascia le ferite, quando siamo malati. “Gesù non viene come un ladro a rubare la nostra vita – aggiunge papa Leone XIV – e la nostra libertà, ma a condurci nei giusti sentieri. Non viene a sequestrare o ingannare la nostra coscienza, ma a illuminarla con la luce della sua sapienza. Non viene come a inquinare le nostre gioie terrene, ma le apre a una felicità più piena e duratura. Chi si affida a Lui non ha nulla da temere. Egli non mortifica la nostra vita, ma viene per donarcela in abbondanza”.

Invito alla vigilanza

Ma che faccia hanno questi ladri che entrano nel nostro cuore? Siamo riusciti a respingerli e come? Domanda il Papa mettendo in guardia i fedeli sulla necessità di vigilare perché chi entra, scavalcando il recinto, può moltiplicare la gioia oppure rubarcela: I ladri possono assumere tanti volti: sono coloro che, nonostante le apparenze, soffocano la nostra libertà o non ci rispettano nella nostra dignità; sono convinzioni e pregiudizi che ci impediscono di avere uno sguardo sereno sugli altri e sulla vita; sono idee sbagliate che possono portarci a compiere scelte negative; sono stili di vita superficiali o improntati al consumismo, che ci svuotano interiormente e ci spingono a vivere sempre all’esterno di noi stessi”.

I ladri di futuro e pace

L’invito è dunque a fidarsi del Pastore buono che offre la vita in abbondanza. Attenzione massima, invece, a chi ruba all’umanità un futuro di pace: “Non dimentichiamo anche quei “ladri” che, saccheggiando le risorse della terra – dice il pontefice -, combattendo guerre sanguinose o alimentando il male in qualsiasi forma, non fanno altro che rubare a tutti noi la possibilità di un futuro di pace e di serenità”.

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