Il valore del dono, 50 anni di Aido Savio Rubicone

Celebrato oggi, a Savignano, l'anniversario della fondazione

La parola dono ha riecheggiato molte volte durante il pomeriggio che oggi, sabato 9 maggio, a Savignano in Sala Allende Aido Savio Rubicone ha voluto dedicare alla celebrazione del 50° anniversario della fondazione, avvenuta il 6 maggio 1976, con la presidenza del compianto Natale Bolognesi.

Una storia fatta di vite salvate

Il presidente Lazzaro Dall’Acqua, moderatore del convegno incentrato sul tema della donazione, ha mostrato con commozione l’atto di fondazione  ripercorrendo poi la storia del gruppo che il 22 giugno 2001 subì la prima trasformazione, costituendosi come sezione pluri-comunale, Aido Savio Rubicone, presidente Agostina Ramilli, e diventando nel 2021 gruppo intercomunale Savio Rubicone che al 31 dicembre 2025 poteva contare su 6566 iscritti di cui circa 500 aderenti tramite app Aido.

“Siamo qui oggi, dopo 50 anni – ha esordito Dall’Acqua – perché crediamo fortemente in quello che facciamo”. Ovvero sostenere e sensibilizzare alla donazione tramite iniziative nelle scuole ed eventi pubblici per aiutare a comprendere il senso e l’importanza della donazione che è quello di dare una possibilità di vita a chi è in lista d’attesa.

Trapiantati e in attesa

A marzo 2026 erano circa 8500 le persone in attesa di un organo, ovvero l’unica terapia salvavita possibile per quelle persone. Nel 2025 i pazienti trapiantati sono stati circa 4300, circa la metà (i più numerosi sono i trapianti di rene) mentre in Italia il 70 per cento (dato medio) delle persone è favorevole alla donazione e il tasso di opposizione in Emilia Romagna è più basso della media (nel 2025 era intorno al 22 per cento).

A fornire il quadro è stata Alessandra Venditto, anestesista rianimatore e referente del coordinamento ospedaliero Procurement (medicina della donazione) dell’Asl Romagna che insieme a Manila Prugnoli, referente infermieristico del procurement Asl Romagna hanno saputo portare all’eccellenza l’ospedale Bufalini.   

Intervento di Alessandra Venditto (al centro)

Un dato non da poco perché tocca a loro far comprendere ai potenziali donatori e alle famiglie il valore del dono e togliere il dubbio più grande che preoccupa le persone davanti alla scelta di donare,  ovvero la sicurezza che la donazione avvenga a morte certa.

Su questo aspetto, ha detto la presidente provinciale Flavia Rambelli, la risposta è una: chi è in situazione di donazione è certamente deceduto e la normativa italiana è garantista, una delle più garantiste del mondo. Un caldo invito alla donazione, che si può scegliere indicando la propria volontà tramite Aido, recandosi all’Asl oppure in Comune al momento del rinnovo o del rilascio della carta d’identità.

Scelte etiche

“L’etica della trapiantologia – ha detto don Giampaolo Bernabini parlando di etica del trapianto e della donazione – non presenta particolari problemi, come in altri ambiti. L’ultimo intervento in materia  è stato quello di Papa Leone nello scorso marzo durante un convegno di medici sulla trapiantologia. In quel contesto il papa ha parlato di trapianto da persona a persona, da cadavere a vivente, e anche da animale a uomo. La storia della teologia morale nasce da Pio XII – ha aggiunto don Bernabini – papa attento ai problemi medici.  Il tema si sollevò con con forza in occasione della donazione che nel periodo della seconda guerra mondiale don Gnocchi, prete che raccolse centinaia di bambini orfani durante il conflitto, volle fare a favore di due piccoli cechi disponendo il trapianto delle proprie cornee. La grande domanda era: un cadavere di chi è alla fin fine? Papa Pio XII si espresse sul trapianto come una forma eminente di carità, per il bene dell’uomo. Da quel momento non ci furono mai problemi sul piano etico”.

Però bisogna certificare la morte sicura  – ha concluso il sacerdote – problema non semplice dal punto di vista della scienza medica. Non tutti sono concordi, noi mediterranei siamo prudenti. Ci deve essere la morte celebrale, la morte cardiaca e l’assenza di attività respiratoria mentre sul tema della donazione da animale a uomo va sottolineato, tra altre cose, l’aspetto psicologico del ricevente e il rispetto della dignità animale.  Tranne queste problematiche dal punto di vista morale la teologia cattolica non ha altri dubbi, in marzo Papa Leone invitava alla donazione come forma di solidarietà, altruismo e generosità”.

Testimonianze e interventi

Il significato della donazione è stato poi raccontato dal vero, grazie alle intense testimonianze di alcuni trapiantati, Tito Malasoma di Villa Verucchio, Domenico Roberto di Cesena, anche atleta della nazionale trapiantati di pallavolo, e Mary Parrivecchio di Savignano.

Ha aperto i lavori il sindaco di Savignano Nicola Dellapasqua che ha detto “Essere qui ha un significato  anche simbolico oltre che sostanziale. Il volontariato ci insegna che si può vivere donando una parte di noi per gli altri, connettere il nostro sviluppo con quello degli altri, perché non possiamo essere felici da soli. Aido in questi 50 anni ha fatto una battaglia culturale, grazie ai volontari che in questo percorso  si sono passati il testimone”.

Presente all’evento anche la presidente regionale Alessandra Luppi che ha citato la corposa attività con le scuole mentre Erika Cordella, direttrice del centro Riferimento trapianti Emilia Romagna ha mandato il suo saluto  non essendo presente perché reduce da una intensa notte di attività di trapianto ovvero “quello che conta… siete meravigliosi. Avete una energia immensa e date una spinta a tutta questa Rete creando un legame forte e sincero con la popolazione”.

Durante i lavori il presidente Dall’Acqua ha letto il saluto della presidente nazionale Flavia Petrin che ha sottolineato che  “50 anni sono un viaggio straordinario, un anniversario che non è solo un numero ma un tributo a chi ha lavorato per promuovere la cultura del dono. Guardiamo con orgoglio quello che è stato fatto allora grazie all’iniziativa di Natale Bolognesi. Ogni incontro ha contribuito a costruire un legame profondo tra le persone e a coltivare il senso di comunità”.

Festeggiamenti rock a fine giugno

La presidente Petrin ha citato anche il concerto rock previsto a Cesena il 27 giugno, per estendere i festeggiamenti del cinquantesimo anche nell’area del Savio.

Premiazioni

In chiusura, è stato consegnato un premio al professore Massimo Zanuccoli, referente storico (e ancora attuale) del progetto scuola del Gruppo Savio-Rubicone.