La grande famiglia del Corriere Cesenate in una serata al Molinetto di Punta Marina per immaginare il futuro

In sessanta per il ritrovo annuale del nostro giornale nelle sue varie edizioni, segno concreto del "lavoro di squadra", ha detto il direttore Francesco Zanotti. Le foto

(Foto di gruppo: Pippofoto)

Annuale meeting per il nostro giornale, per la prima volta insieme nelle sue quattro edizioni. 

Tre redazioni insieme

Per la prima volta le redazioni di Faenza, Ravenna e Cesena, due sere fa, si sono ritrovate insieme al ristorante Il Molinetto di Punta Marina per l’annuale incontro del nostro settimanale interdiocesano. L’appuntamento, che ha riunito una sessantina di persone, è stata l’occasione per fare il punto sulla strada percorsa insieme, a cinque anni dall’unificazione delle testate, e su quella futura, con l’arrivo nella compagine societaria del Corriere Cesenate Aps della diocesi di Ferrara-Comacchio. Il vicedirettore dell’edizione, Andrea Musacci, non è potuto essere presente ma ha mandato i suoi saluti. A partecipare alla serata, l’arcivescovo di Ravenna-Cervia, monsignor Lorenzo Ghizzoni, il direttore, Francesco Zanotti, del presidente dell’organo di Controllo, Enrico Saviotti e i vice di Ravenna, Daniela Verlicchi e di Faenza, Samuele Marchi. Con loro, tante persone che dentro e fuori le rispettive redazioni, consento ai nostri lettori di essere aggiornati su quanto accade nei territori e nel mondo.

Sulla stessa barca

Di questo ha parlato il nostro direttore nel suo intervento, durante la serata: prendendo spunto dall’esempio della nave Amerigo Vespucci, ormeggiata a Marina di Ravenna in questi giorni, ha parlato di lavoro di squadra, che deve caratterizzare la quotidianità dell’ormai grande redazione, su più territori che è il Corriere Cesenate Aps. “Loro sono 400 in 82 metri di lunghezza, noi abbiamo anche più spazio”, ha detto in una battuta.

Un futuro condiviso

La serata è stata l’occasione per riflettere sul futuro, in un momento segnato da molte sfide per i settimanali diocesani (link al pezzo in basso): dal digitale al calo dei lettori, dalle risorse al ruolo della carta stampata nel panorama editoriale. Occorre cercare nuove modalità, e il progetto che abbiamo intrapreso ormai cinque anni fa è una strada, che ha già dato molti frutti. “Non ci si ferma mai”, sintetizza il direttore annunciando il progetto di un nuovo sistema editoriale e dell’unificazione dei siti, che manterranno comunque l’autonomia e lo sguardo sul territorio.