Lettere
La risposta di san Giuseppe
La lettera immaginaria del santo a un suo devoto: "Forza, non ti avvilire"
Il nostro affezionato lettore Massimo “Pepe” Pieri immagina la risposta di san Giuseppe, nel giorno a lui dedicato, a una sua precedente lettera inviata al santo. Di seguito, il testo che condividiamo con tutti i lettori.
Figlio amatissimo,
scusa se ci ho messo tanto tempo a risponderti, tu mi conosci oramai io sono uno che parla poco ma vedo tutto e sento tutto. Sapessi da quassù cosa non ci si perde. Mi è piaciuta la tua lettera anche se devo ammettere che a volte sei troppo rigido. Questo tuo zelo è una buona cosa, credimi, ma non puoi pretenderlo da tutti. Carissimo, nel mondo non può essere tutto bianco o nero, c’è anche il grigio e di questo diverse sfumature. Non tutti possono amarmi come mi ami tu (e altri, non sei l’unico spasimante). Non tutti hanno in questi anni approfondito la propria spiritualità nel cammino dietro a mio Figlio e alla mia amatissima Sposa, tua Madre Maria. Non tutti amano la nostra Chiesa di cui fui eletto 150 e oltre anni fa patrono universale, spesso viene criticata e attaccata ingiustamente. Ricordatevi bene che è stata fondata da mio Figlio su sua libera scelta e se la voleva perfetta allora avrebbe messo degli angeli. Guarda san Francesco, senza volere e senza provarci ha rinnovato la Chiesa.
Ama, prega, spera
Ti sei accorto che da un po’ di tempo il nostro buon Dio vi ha regalato fior di pastori: amateli, sosteneteli con la preghiera. Lo so, lo so che le chiese si svuotano, i seminari sono chiusi da un pezzo e le famiglie non vogliono più fare bambini. Credimi ci sono stati periodi nella storia della Chiesa molto più bui di quelli attuali. Passerà. Là dove ormai mio Figlio Gesù non entrava più da un pezzo si sta risvegliando la fede. In diverse città europee molti giovani chiedono il Battesimo rifiutato dai loro genitori e questo è un segno di rinnovamento. Dio fa nuove tutte le cose (Apocalisse 21,5) e se guardi con attenzione e fede te ne accorgi… Forza, non ti avvilire: ama, prega, spera ma soprattutto ama, come non lo hai fatto mai, con tutta la forza che hai, con tutto te stesso. Ricordi, amato figlio, io sono sempre con te. Ti aspetto al solito posto, questa sera, alla stessa ora. Non fare tardi. Ti voglio bene.
Il tuo “paparino” Giuseppe