Cesena
La voce degli adolescenti sul palco del Bonci con il regista Giacomo Garaffoni
Sabato 30 maggio in scena lo spettacolo "Bird of prey" che coinvolge gli alunni del Versari-Macrelli
Uno spettacolo che mette in scena tragedie vissute dai giovani con protagonisti gli stessi adolescenti, quelli del laboratorio di teatro dell’Istituto Versari-Macrelli di Cesena.
Salto di qualità
È questo “Bird of prey – Concerto per i rapaci”, l’ultimo lavoro di Giacomo Garaffoni, regista cesenate, vincitore del premio Autori alla Biennale di Venezia nel 2021. Garaffoni è stato coinvolto da Gloria Galassi, fino al 2025 insegnante al Versari-Macrelli e cantautrice, anima del progetto teatrale avviato tre anni fa presso l’istituto professionale cesenate. “Abbiamo iniziato per gioco – ha detto Galassi oggi alla presentazione dello spettacolo alla stampa – poi abbiamo deciso di fare un salto di qualità coinvolgendo Garaffoni. Sono convinta che la passione per il teatro non abbandonerà più questi ragazzi”.
Teatro e scuola
“La scuola – è intervenuta l’assessora ai Servizi educativi Maria Elena Baredi – dovrebbe prevedere il teatro come materia obbligatoria. È un’esperienza che resta nella memoria, un regalo all’individuo e all’umanità intera”. L’assessore alla Cultura Camillo Acerbi ha fatto leva sulla “difficoltà dei giovani a esprimersi”, indicando “le persone che si incontrano lungo il cammino della vita e il teatro stesso come aiuti a superare lo scoglio”. Da Cosetta Nicolini, coordinatrice del Teatro Bonci per Ert, un plauso al Versari-Macrelli come “la scuola di Cesena che ha investito di più nel teatro”.
Storie vere e drammatiche
E proprio al Bonci, in occasione di “CreAzioni, Festival di teatro e scuola Elisabetta Turroni”, promosso da Ert e Comune di Cesena, il lavoro di Garaffoni con la compagnia stabile dell’istituto Versari-Macrelli debutterà sabato 30 maggio alle 20 (prenotazioni allo 0547 355959). Un progetto, ha raccontato l’autore, “radicato in tematiche attuali che riguardano la violenza, subita o praticata dagli adolescenti, e la possibilità di luce e salvezza che ogni ragazza e ragazzo rappresenta per tutti. Un progetto di ombre e speranza insieme, nato dall’ascolto protetto degli stessi adolescenti, con le loro storie vere, drammatiche, in una scatola teatrale che è quella delle strade americane americane, dove alcuni giovani, dopo un trauma, decidono di andare via, di volare via da questa realtà, gridando parole di nonviolenza”.
Al di là del mero talento
Sul palcoscenico ci sono proprio loro: i 14 ragazzi e ragazze della compagnia stabile del Versari-Macrelli (più un gruppo di alunni come comparse), così come sono, senza maschere da tragedia greca. “Ogni riga scritta e ogni scena rappresentata – ha proseguito l’autore e regista – è un’immagine che viene dal percorso svolto insieme. Non ci sono parole antiche, ma solo quelle che appartengono ai giovani coinvolti nel progetto”. Un lavoro che “non guarda al talento fine a sé stesso, che può diventare una gabbia, un’etichetta, una mera performance, ma al desiderio di esprimersi, alla scintilla emotiva di ciascuno”.

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