Dalla Chiesa
Leone XIV e gli Usa: “Terra di libertà. Spero davvero di andarci presto”
Il Papa intervistato dalle emittenti Nbc e Telemundo al termine dell’incontro “Cantico di pace” a Castel Gandolfo con la Andrea Bocelli Foundation
“La musica ha la straordinaria capacità di unire voci diverse in un’armonia, dove ciascuna contribuisce con qualcosa di unico all’insieme. In questo senso, il coro diventa simbolo di concordia e cooperazione”.
Incontro di pace
Lo ha detto Leone XIV nel saluto ai cori di voci bianche di Uganda, Terra Santa e Italia, riuniti ieri sera al Borgo Laudato si’, a Castel Gandolfo, per l’incontro di preghiera e fraternità “Cantico di pace” con la Andrea Bocelli Foundation. “Prego che la pace possa regnare nelle vostre case e in tutti quei luoghi nel mondo che continuano a soffrire a causa della violenza”, ha detto nell’occasione il Pontefice, ricordando ai giovani di essere “stati fatti per cose grandi e che il mondo intero non basta a saziare la vostra sete di senso e felicità”, assicurando che “il Santo Padre vi ama e prega per voi, per le vostre famiglie e per i vostri Paesi”.
Americano “per caso”
Al termine dell’incontro di preghiera, Leone XIV è stato intervistato dalle emittenti statunitensi Nbc e Telemundo. “Penso a me stesso più come al Papa che, solo per caso, è americano”, ha risposto alla domanda sul significato di essere il primo Papa proveniente dagli Stati Uniti, ribadendo la propria missione di “pastore della Chiesa universale”, pur riconoscendo di nutrire per la propria patria “un grande amore”. Leone XIV ha aggiunto: “Metto le cose in quest’ordine e, al tempo stesso, riconosco che, sia per me sia per il popolo degli Stati Uniti, a giudicare dalla reazione che abbiamo visto dall’8 maggio dello scorso anno, essere il primo Papa americano ha un grande significato”.
Terra di opportunità e accoglienza per generazioni
“Mi vedranno là. Per coincidenza, proprio oggi stavamo guardando il calendario per i prossimi due anni. Non c’è ancora nulla di definitivo, ma spero davvero di andarci presto”, ha proseguito il Papa, ricordando poi di provenire, da parte dei nonni, da una famiglia di immigrati, mentre dal lato materno “ci sono persone che furono sia schiavi sia proprietari di schiavi”. Leone XIV ha spiegato che “quella storia di crescita, e quel tipo di esperienza”, lo aiutano a riconoscerla “come una delle più grandi ricchezze degli Stati Uniti”, assicurando di continuare “a sostenere i principi che, per così tanti anni, hanno fatto parte dell’essere americani”. Alla domanda su cosa ami maggiormente degli Stati Uniti, il Papa ha risposto: “Quello che l’America rappresenta, il senso di libertà, il senso di opportunità, il fatto di aver invitato, per generazioni, persone provenienti da tutto il mondo a essere parte dell’America”.
Migranti, pace e speranza
“Abbiate speranza. Cercate certamente di vivere in modo ordinato”. È l’appello rivolto ai migranti di oggi. Il Pontefice ha sottolineato: “Bisogna riconoscere che, se qualcuno ha commesso reati o crimini, non si può costruire una società in questo modo”. Leone XIV ha aggiunto: “Dobbiamo quindi imparare a vivere in pace, ma dobbiamo avere anche il coraggio e la speranza, che ci aiutino sempre”. Interrogato sul significato dell’incontro “Cantico di pace”, accompagnato dalle voci di Andrea Bocelli e del coro Abf Voices, il Papa ha detto: “Credo che i bambini possano insegnarci molto, e che dobbiamo riscoprire i valori, il tesoro che c’è nell’essere umano, nell’essere tutti fratelli e sorelle, e vedere che tutti possiamo davvero partecipare a una società che ama la pace, che cerca la pace, che accetta gli uni e gli altri nonostante le differenze. Ma se tutti lavoriamo cercando la pace, possiamo superare tante situazioni che causano conflitto”.
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