Lettere
Macerata-Loreto, un popolo in cammino e in preghiera
Oltre 70mila partecipanti. Fra questi il medico-poeta Franco Casadei. La sua testimonianza
Pubblichiamo di seguito le riflessioni del medico-poeta cesenate Franco Casadei, di ritorno dalla Macerata-Loreto che si è svolta lo scorso fine settimana. Parole che esprimono la gratitudine di una persona non più giovane a cui la devozione a Maria ha dato la forza di ripercorrere quel cammino che porta a lei.
Caro direttore,
da ben 48 anni – dal 1978 – il movimento di Comunione e Liberazione propone nel mese di giugno il pellegrinaggio notturno da Macerata a Loreto, lungo circa 30 chilometri.
Per tanti anni – nella mia gioventù e in età matura – ho partecipato a questo evento e anche quest’anno (nonostante gli 80 suonati) ho sentito il richiamo a ripercorrere quel cammino per deporre ai piedi di Maria diverse intenzioni di preghiera (per le mie fragilità, per tanti amici, per questo mondo senza pace). La fatica tanta, ma più forte il richiamo a raggiungere la meta.
Un’esperienza di gesti semplici che esprimono la sete di vita: il rosario, i canti, i momenti di silenzio, l’ascolto delle testimonianze commoventi di chi cerca e non ha ancora trovato, di chi ha trovato ma continua a cercare per vivere una familiarità sempre più stretta con Colui che può saziare la sete.

Oltre 70mila partecipanti. Tantissimi giovani – con il volto luminoso – assieme ad altri che continuano a coltivare lo struggimento di un desiderio che non si esaurisce mai. Proposto da CL, il pellegrinaggio, ma con la maggioranza che proviene da parrocchie, associazioni, famiglie, gruppi di amici e gente che, pur non avendo una fede appurata, desidera confrontarsi con le domande del proprio cuore.
Migliaia di sconosciuti diventano compagni di strada, accomunati dalla stessa tensione. Un popolo che prega e non inveisce, che vuole l’incontro e non lo scontro, che costruisce e non demolisce, che desidera un altro mondo e si rimbocca le maniche per farlo. Un popolo di cercatori che all’alba arrivano nel santuario di Loreto dove si custodisce la memoria di un “sì” pronunciato duemila anni fa da una ragazza, quel “sì” che ha terremotato la sua esistenza di donna e ha cambiato la nostra storia, inaugurando l’anno zero.
