Lettere
Esercizi spirituali a Re, la lettera. “Disarmare il cuore e le parole, unica via per costruire una pace fondata sulla carità fraterna e la guarigione interiore”
Giorni di silenzio, pace e gratitudine. La testimonianza di Arianna Paglierani, di Gambettola, di ritorno dalle giornate in Val Vigezzo vissute con il Centro volontari della sofferenza (Cvs)
“Da don Massimo il richiamo all’impegno di trasformare ogni giorno della nostra vita in uno strumento di bene”. La testimonianza di Arianna Paglierani, di Gambettola, che a Re ha vissuto i giorni di esercizi spirituali insieme ad altre quattro persone del Cvs di Cesena
Esperienza vissuta da cinque persone del Centro Volontari della Sofferenza di Cesena (Cvs)
Dal 5 all’11 luglio, un gruppo di cinque persone del Centro Volontari della Sofferenza di Cesena, insieme a fedeli provenienti dalle diocesi dell’Emilia-Romagna e di Grosseto, ha vissuto un’intensa esperienza di fede partecipando agli esercizi spirituali.
L’appuntamento si è tenuto nella storica Casa “Cuore Immacolato di Maria” a Re, un piccolo centro della Val Vigezzo (oggi in provincia di Verbano-Cusio-Ossola). Questo imponente edificio nacque grazie a un terreno donato dalla Diocesi di Novara adiacente al Santuario della Madonna del Sangue al fondatore del Centro Volontari della Sofferenza, il beato monsignor Luigi Novarese. Dopo sette anni di lavori, la struttura fu inaugurata nel maggio del 1960, voluta fortemente per accogliere corsi di esercizi spirituali dedicati in particolare ai malati.
A guidare le meditazioni è stato il predicatore don Massimo Masini, sacerdote di Forlì, che ha incentrato il percorso sui temi del silenzio, della pace e della gratitudine.
Ispirandosi alla figura biblica del profeta Elia, don Massimo ha invitato i partecipanti a mettersi in ascolto di Dio, cercandolo non nel clamore del mondo, ma nel “sottile silenzio sussurrante” capace di rigenerare lo spirito. Un forte richiamo è stato rivolto all’impegno quotidiano di trasformare la propria vita in uno strumento di bene, abbandonando ogni forma di rassegnazione e le sterili lamentele.
Citando il fondatore Beato Luigi Novarese e il profeta Isaia, don Massimo ha esortato i presenti a “disarmare il cuore e le parole”, unica via per costruire una pace autentica fondata sulla carità fraterna e la guarigione interiore.
Le giornate sono state scandite da momenti di preghiera e raccoglimento. In particolare, la celebrazione eucaristica e la liturgia penitenziale sono state arricchite da prolungati momenti di silenzio meditativo, che hanno favorito l’incontro personale con Dio.
L’esperienza si è conclusa con un invito prezioso: custodire nella memoria le meraviglie operate dal Signore nella quotidianità della vita, portando nelle proprie case e nelle proprie comunità la luce e la pace ricevute.