Mercato Saraceno, attestati ai comandanti dell’Arma

Cerimonia di benvenuto ai nuovi e di ringraziamento agli ex

La sindaca Monica Rossi consegna gli attestati

Una cerimonia sobria ma dal profondo significato simbolico.

Arrivati Ceccarelli e Ferrise

A Mercato Saraceno, ieri, martedì 8 settembre, in occasione della festa patronale, sono stati consegnati dal sindaco Monica Rossi – presente anche il capogruppo dell’opposizione Valerio Bernabini – attestati di benvenuto e augurio ai nuovi comandanti di stazione dell’Arma dei Carabinieri di Mercato Saraceno e di Borello. Si tratta rispettivamente del maresciallo Filippo Ceccarelli, in carica da dicembre 2025 (nel maggio scorso ha sventato il suicidio di un 47enne), e del maresciallo Vincenzo Ferrise (in forza a Borello, ma competente in parte del territorio mercatese), in carica dal luglio scorso.

Il grazie a chi c’era

A loro è stata consegnata un attestato a conferma della più ampia e proficua collaborazione istituzionale con l’amministrazione, che affida a questi servitori dello Stato la tutela della sicurezza e serenità della comunità. Ceccarelli e Ferrise sono subentrati, rispettivamente, al luogotenente Fabio Urbano (comandante a Mercato dal 2014 al 2025 e prima ancora a San Piero), non presente per impegni alla cerimonia di ringraziamento, e al luogotenente Mauro Cialone, comandante di stazione a Borello dal 1998 al 2025, ai quali è stata espressa profonda gratitudine per la dedizione, l’alto senso del dovere e l’esemplare professionalità dimostrati nel corso del servizio prestato. Allo stesso modo anche al maresciallo dei Carabinieri forestali Stefano Ravaioli, comandante dal 2001 al 2025 della stazione di Mercato. Anche in questo caso non era presente il suo sostituto, il nuovo comandante Samuele Bendoni al quale, assieme al luogotenente Urbano verrà consegnata in altra cerimonia, una pergamena benvenuto e di ringraziamento in segno di gratitudine da parte di tutta la Comunità che vede nelle forze dell’ordine un riferimento preciso e sicuro per tutti i cittadini in ogni evenienza o necessità.

Essere servitori dello Stato richiede una dedizione che va spesso oltre il semplice dovere professionale. Rappresenta infatti una scelta di vita a tutela del bene comune.