Rubicone
Montagna, si muovono anche le sindache di Sogliano e Roncofreddo
Tania Bocchini, Sara Bartolini e Monica Rossi: "Questo è l’inizio di un percorso comune tra Comuni esclusi"
Le sindache di Sogliano al Rubicone e Roncofreddo annunciano l’avvio di un’azione coordinata con altri Comuni esclusi dalla nuova classificazione montana prevista dalla legge 12 settembre 2025, n. 131, promossa insieme a Monica Rossi, sindaca di Mercato Saraceno.
“Difendiamo il diritto costituzionale di vivere nel luogo scelto”
«L’Unione Rubicone e Mare tiene insieme montagna, collina, pianura e costa, costruendo nel tempo un equilibrio fondato anche sulla solidarietà tra enti – afferma Tania Bocchini, sindaca di Sogliano al Rubicone e Presidente dell’Unione Rubicone e Mare -. Significa garantire pari diritti ai cittadini, indipendentemente da dove scelgano di vivere. È un principio che richiama il diritto costituzionale a risiedere in qualsiasi parte del territorio senza subire penalizzazioni. La nuova classificazione rischia di spezzare questo equilibrio. Non possiamo chiedere alle Unioni di farsi carico da sole delle conseguenze di una scelta nazionale che esclude territori storicamente montani. E non possiamo affidarci esclusivamente alla volontà della Regione, che oggi conferma l’impegno a compensare eventuali effetti negativi, ma che in futuro potrebbe avere indirizzi diversi.»
L’esclusione comporta la perdita di strumenti concreti
«Essere esclusi dall’elenco dei Comuni montani significa uscire da politiche strategiche e perdere strumenti concreti – aggiunge Sara Bartolini, sindaca di Roncofreddo con delega alla montagna -. Se un Comune non è dichiarato montano, non rientra più nelle priorità della Strategia nazionale per la montagna. Le conseguenze riguardano ambiti fondamentali: le scuole non sarebbero più riconosciute come “scuole di montagna”, con possibili effetti su formazione delle classi e organici, mettendo quindi a rischio l’apertura delle nostre scuole; non sarebbe più possibile attivare modalità semplificate per affidare lavori di manutenzione del territorio ad agricoltori, consorzi forestali e realtà locali; si resterebbe esclusi da misure per la ricomposizione fondiaria e dal contributo una tantum per i nuovi nati nei piccoli Comuni”.
Serve sostegno per chi vive in montagna e la cura e per gli imprenditori agricoli
“Non è un tema astratto – sottolinea la sindaca Bartolini -: significa avere meno strumenti per contrastare lo spopolamento e meno leve per sostenere chi sceglie di vivere e lavorare nei nostri territori garantendone ogni giorno la necessaria cura.»
«Siamo particolarmente preoccupate per le nostre imprese agricole, che potrebbero perdere agevolazioni
contributive e previdenziali legate allo status di Comune montano – continua Tania Bocchini -. Gli Iap, Imprenditori agricoli professionali, potrebbero trovarsi di fronte a criteri diversi di riconoscimento. Se gli agricoltori abbandonano i territori montani, ne risente l’intero Paese, in termini di presidio, manutenzione e cura del territorio.»
“No al limbo normativo”. Azione condivisa anche con il Comuni esclusi di Marche e Toscana
Le sindache, insieme a Monica Rossi, hanno già incontrato diversi primi cittadini di Comuni esclusi in Emilia, Romagna, Marche e Toscana. «Stiamo costruendo un’azione condivisa e concreta. Una richiesta chiara di garanzie – spiegano -: tutela delle agevolazioni per le imprese agricole; salvaguardia delle scuole e dei servizi essenziali; continuità nell’accesso alle politiche e ai fondi per la montagna. Il Ministro ha dichiarato che le Regioni potranno destinare risorse anche ai Comuni esclusi dall’elenco nazionale. È un’apertura, ma non sufficiente. Oggi siamo formalmente fuori dalle politiche nazionali per la montagna. Chiediamo chiarezza normativa e garanzie stabili, non soluzioni eventuali.»
“Nel 2025 abbiamo conferito le funzioni montane all’Unione e stiamo strutturando uffici e politiche dedicate – concludono -. I nostri territori non possono restare in un limbo normativo. Questo è l’inizio di un percorso comune tra Comuni esclusi: chiederemo risposte concrete e tempi certi”.