Senza paura

Beati i costruttori di pace. Cosa dovrebbe dire il Papa, se non riportare le parole del Vangelo?

Più chiaro di così non potrebbe essere. Leone XIV non entra nella disputa politica. Non entra nell’agone della guerra, nelle ragioni che potrebbero stare da una parte o dall’altra. Si limita a scrutare la realtà e a invocare, in ogni occasione possibile, la cessazione delle ostilità.

Davanti agli occhi abbiamo le immagini, poche purtroppo, delle distruzioni, dei morti, dei feriti.

Abbiamo le notizie di milioni di profughi, dei bambini orfani, di quelli che hanno dovuto abbandonare la scuola, di quelli mutilati in tende trasformate in ospedali di fortuna.

Sappiamo di intere popolazioni costrette a fuggire dalle loro case.

Ancora una volta, centinaia di migliaia di persone devono scappare e lasciare tutto a causa dei bombardamenti. A chi provoca tutto questo, chi governa la Chiesa non può che ribadire un concetto. Tornare al dialogo, abbandonare le armi, imbracciare quelle del confronto, della riconciliazione. 

Basta con le guerre. Basta con le bombe, con i morti, i lutti, i dolori di tanta povera gente che subisce senza poter far nulla. Basta. L’abbiamo scritto più volte in questi ultimi anni, dall’invasione dell’Ucraina fino alla recente guerra Usa-Iran e dopo l’attacco di Israele al Libano.

Ora pare ridestarsi un’onda emotiva che speriamo conduca a qualche risultato concreto. Ci voleva lo scivolone del presidente Usa Donald Trump che insulta Prevost: «Papa Leone è debole sul crimine e pessimo per la politica estera». Poi l’affondo più insidioso e malizioso, che ha l’intenzione di delegittimare: «Se io non fossi alla Casa Bianca, non sarebbe in Vaticano».

Un attacco frontale senza filtri, nel perfetto stile del presidente americano: «violento, bugiardo, offensivo», come scritto da Lucio Brunelli su Avvenire di martedì scorso. Questa volta le reazioni non si sono fatte attendere.

Da ogni parte si sono levate voci in difesa del Papa, a cominciare dai vescovi Usa e da quelli italiani, fino ai leader di mezzo mondo. Tutti a difesa del Pontefice che non fa il politico di professione, ma è il successore di Pietro che ha ricevuto il mandato da Gesù di portare a tutti il suo annuncio di pace, di fratellanza, di amore.

Il messaggio del Papa, ha ribadito Leone XIV lunedì in volo verso l’Algeria, è «sempre lo stesso. Non ho paura dell’amministrazione Trump né di parlare ad alta voce». Basta con le guerre. Lo ribadiamo con il Papa.

Senza paura.