Domenica 19 aprile – Terza domenica Tempo di Pasqua – Anno A

IN CAMMINO ACCANTO A NOI PRESENZA REALE E DISCRETA

At 2,14.22-33; Salmo 15; 1Pt 1,17-21

Il tempo di Pasqua ci chiama a entrare in un’esperienza viva, capace di trasformarci interiormente. È un cammino che attraversa dubbi, attese, delusioni, eppure è abitato dalla presenza discreta e silenziosa del Risorto, che cammina accanto a ciascuno di noi. La liturgia di questa terza domenica pasquale ci conduce dentro la dinamica della fede: un itinerario che chiede pazienza, ascolto e cuore aperto.

Luca scrive: «In quello stesso giorno, il primo della settimana (il giorno del sepolcro vuoto), due dei discepoli erano in cammino verso un villaggio di nome Emmaus».

Uno di loro si chiama Cleopa, l’altro discepolo non ha un nome, rappresenta ognuno di noi. Gesù, mentre noi viviamo in cammino e discutiamo, si avvicina “in persona” e cammina accanto a noi, ci fa domande per entrare nel nostro vissuto, nella nostra tristezza, delusione, fatica.

Gesù parla e dice: «Stolti (privi di sapienza) e lenti di cuore (lenti nella capacità di amare, di aprire il cuore, di fidarsi) a credere alla parola di Dio», e cammina accanto a loro fino alla fine del viaggio, e si ferma con loro e con noi se glielo chiediamo. Questo fa sì che lo riconosciamo nel suo stare a tavola con noi. E questo cambia la nostra vita per sempre.

I due discepoli riprendono a camminare e fanno ritorno a Gerusalemme. È il percorso che dopo l’incontro con Gesù risorto facciamo anche noi. Il cammino di Emmaus diventa così un itinerario di interpretazione e di conversione. Mentre la Parola viene spiegata, qualcosa si accende: la fede nasce come esperienza che coinvolge intelligenza e cuore. In questa dinamica risuona il Salmo come preghiera del credente in cammino: «Mostraci, Signore, il sentiero della vita»: una presenza che orienta, sostiene e custodisce nelle incertezze e ombre del quotidiano.

La sera che scende e la supplica dei discepoli “Resta con noi” – diventano l’immagine dell’umanità esposta al buio e al timore di restare sola. È il grido silenzioso di ogni cuore che, davanti all’incertezza e alla fatica del vivere, desidera una presenza fedele capace di illuminare il cammino. Il Signore, viandante misterioso, si dona come presenza reale e discreta: entra nella casa e nella vita dei discepoli per rimanere con loro secondo una dimora che non si impone ma si offre, non trattiene nulla per sé e si lascia riconoscere nel gesto umile del dono.