Sotto i cappucci

Saracinesche giù. Lunedì scorso il centro di Milano si è presentato così, con i negozi chiusi dopo le devastazioni dovute alla guerriglia urbana di sabato 17 e domenica 18 ottobre. Le immagini degli assalti ai negozi del lusso e ai supermercati sono state viste in tutto il mondo. Anche Bologna e Torino hanno subito violenze e scontri tra manifestanti e forze dell’ordine.

La furia messa in campo nel capoluogo lombardo preoccupa non poco chi governa il Paese e tutti noi. Vetrine spaccate, banchi rovesciati, cassonetti incendiati, biciclette, cestini e tavoli usati come arieti per abbattere le resistenze e andare all’assalto. Si è visto qualcosa di nuovo (cfr pag. 13 edizione cartacea), un fenomeno mai incontrato in precedenza con in azione ragazzi giovanissimi, “soggetti inediti”, come ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il bilancio degli scontri è desolante. I danni sono stimati in un milione di euro. I fermati in questura sono stati 271 di cui oltre 220 minorenni, 32 gli arrestati con 16 convalide. Tra queste ultime, 11 riguardano giovani sotto i 18 anni. I feriti tra le forze dell’ordine sono stati oltre 100, nei due giorni di battaglia cittadina. Solo queste cifre forniscono la dimensione di quanto è accaduto in piazza Duomo e nelle vie vicine, quelle dedicate allo shopping. Domenica scorsa le strade erano affollate e la gente è rimasta scioccata per quanto accaduto.

Queste convocazioni corrono sul web. Risulta difficile risalire all’origine del comando. Serpeggia il malcontento, in particolare nei ragazzi nati in Italia, quelli di seconda generazione, figli di stranieri.

Il caro-vita allontana i sogni inseguiti da molti, italiani e no. Il futuro è difficile da immaginare. La protesta monta in Francia e si diffonde, miccia di una rivolta mai vista prima. Il fenomeno è nuovo, ma era strisciante. Si poteva intuire, ma forse non si immaginava potesse sfociare in questo modo, con questa aggressività. Sotto i cappucci delle felpe sono nascosti per lo più minorenni, senza documenti. I genitori sono andati a prenderli il giorno dopo, in questura, a Milano.

Il governo Meloni pensa di mandare 500 militari per potenziare l’operazione “Strade sicure”. Crescono i timori in vista di sabato 24 e per situazioni simili che potrebbero allargarsi ad altre città, fino in provincia.

«Occorre un’analisi intelligente e approfondita» di quanto accaduto, ha ammonito Mattarella. Il fenomeno non è da liquidare con la sola repressione. Questi giovani pongono interrogativi a tutti. Come rispondere?