Una via per tutti

«Cari amici, il mondo ha bisogno di santi e tutti noi, senza eccezioni, siamo chiamati alla santità. Non temete!». È un tweet di papa Francesco del primo novembre 2017. Vale la pena ripescarlo e rimeditarlo alla vigilia della solennità del primo novembre.

«Il mondo ne ha bisogno», dice anzitutto papa Bergoglio. E anche Leone XIV, il 21 ottobre, ha ridato forza allo stesso concetto ricevendo in udienza i partecipanti a un convegno organizzato a Roma dal Dicastero competente. Prevost ha detto: «La storia del mondo senza i santi e le sante sarebbe immensamente più povera, cioè meno umana».

Basta pensare a san Benedetto e a san Francesco per comprendere come questi due uomini abbiano inciso nella storia dell’Italia e dell’Europa.

Per non parlare degli apostoli che hanno portato il Vangelo in ogni angolo della terra segnando nel profondo tutte le culture e tutte le società di quel tempo e degli anni a venire.

Tocchiamo con mano quanto sostiene il Pontefice: «La storia del mondo sarebbe immensamente più povera». Possiamo guardare anche ai nostri giorni e ai santi degli ultimi decenni, vicini a noi, nei nostri territori: gente che si è spesa per i più piccoli, i poveri, i ragazzi, per quelli più indifesi. Ognuno, nelle rispettive diocesi, ha esempi cui ispirarsi.

L’elenco sarebbe lungo. Tanti i santi contemporanei e per tutti basta ricordare gli ultimi Papi saliti agli onori degli altari: Giovanni XXIII, Paolo VI e Giovanni Paolo II. Le loro testimonianze sono state rese di fronte al mondo.

Accanto a questi giganti di santità, ci sono migliaia e milioni di santi anonimi che hanno sorretto e continuano a sorreggere il mondo.

Nel silenzio della loro vita quotidiana mandano avanti le famiglie, stanno accanto agli anziani, vicini ai bambini. Hanno una parola buona per tutti, sono pazienti, accoglienti, premurosi. Mettono in pratica quello che Gesù disse a proposito del ritorno del Figlio dell’uomo, come narrato nel Vangelo di Matteo, al capitolo 25. «Venite, benedetti del Padre mio… perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere…».

Tutti siamo chiamati alla santità. È la nostra vocazione. È la strada maestra, non una via impervia e faticosa, ma quella che ci indica la meta, che ci fa stare bene con noi stessi e con gli altri.

È la civiltà dell’amore, la società del gratuito, direbbe don Oreste Benzi, uno che di santità se ne intendeva.