Diocesi
“San Vicinio continua a rigenerare a vita nuova”. La riflessione
Il parroco don Rudy Tonelli nel giorno della festa del patrono: "Il primo vescovo di Sarsina continua a diffondere la luce del Vangelo e la liberazione dal male a tanti che qui accorrono"
Oggi, venerdì 28 agosto, la Diocesi di Cesena-Sarsina e la città plautina celebrano il patrono San Vicinio.
Al link, il programma delle celebrazioni religiose nella Concattedrale di Sarsina.
Di seguito, pubblichiamo la riflessione del parroco di Sarsina don Rudy Tonelli.
Nella Messa della Solennità di San Vicinio viene proclamato il Vangelo di Marco (Mc 16,15-20). In esso Gesù ingiunge agli Undici: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato». La missione affidata agli apostoli è universale, a ogni creatura, dappertutto. Ciascun uomo, dovunque sia e a qualsiasi razza appartenga, ha il diritto di sentire l’annuncio del Vangelo. Non esistono i vicini e i lontani, i primi e gli ultimi.
La missione per uscire da sé
«E usciti predicarono dappertutto» (v. 20). La missione suppone sempre di uscire da sé, dal proprio mondo, per avventurarsi in luoghi nuovi, fra gente nuova, incontrando culture nuove. Il Vangelo che i discepoli devono predicare in tutto il mondo è una notizia decisiva, un appello a ciascuna persona. Tanto è vero che nella sua accoglienza o nel suo rifiuto l’uomo gioca il suo destino.
Immediatamente dopo Gesù promette «questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono». I cinque segni – scacciare demoni, parlare lingue nuove, tenere in mano i serpenti, non subire danno dal veleno e la guarigione dei malati per imposizione delle mani – sono l’evidenza della presenza del Risorto nella comunità cristiana. Essi vanno fatti «nel mio nome», dice Gesù, nella piena comunione d’amore e di fede con Lui e per questo riproducono, a servizio dell’annuncio del Vangelo, i segni compiuti da Gesù, le stesse modalità, lo stesso stile, gli stessi scopi.
Scacciare i demoni, il primo segno
Non stupisce che il primo dei cinque segni sia quello di scacciare i demoni. Infatti nel Vangelo di Marco il primo segno che Gesù compie, nella sinagoga di Cafarnao, è la liberazione di un uomo da uno spirito impuro che confessa l’identità di Gesù: «Io so chi tu sei: il santo di Dio!».
Gesù esorcista insegna nella sinagoga accompagnando le sue parole con la liberazione dal male. Lo stesso devono fare gli apostoli secondo le raccomandazioni del Risorto alla fine del Vangelo (Mc 16,15-20), lo stesso ha fatto San Vicinio nelle nostre terre. Dalla nostra Basilica sarsinate e, particolarmente dal suo sepolcro, San Vicinio continua a diffondere la luce del Vangelo e la liberazione dal male a tanti che qui accorrono per un incontro con il Santo Patrono. E San Vicinio continua a rigenerare a vita nuova.
Buona festa a tutti.